Autore: redazione
pubblicato il 23 Novembre 2025
nella categoria Recensioni Testi
Dopo la fondazione dello studio, con Stefano Boeri e i primi successi, Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra si separano per seguire il loro percorso e produrre il libro.
Sicuramente convincente il titolo del volume che documenta il lavoro compiuto. Illumina il senso stesso dell’architettura che tiene insieme i due termini. Il primo, evocando la frase sessantottina, rinvia a toglieteci tutto tranne il superfluo. L’altro,alla tradizione del razionalismo, l’attenta cura all’indispensabile.
Convincente anche l’elenco con cui viene presentato il loro lavoro. Un plagio, come confessano, al grande Jorge Luis Borges. Si tratta del modo giusto per superare la tradizionale monografia fatta per tipologie o per anni, per offrire un flash a questioni reali,e poi andare ad approfondirle.
Si inizia con le facciate. Rivalutando l’intuizione della Via Novissima constatano che l’edificio muta la pelle adeguandosi al ciclo del consumo. Proprio la facciata rappresenta la reale necessità di un completo rinnovamento. Lo attesta a Milano l’edificio a Via Pisani, per quella continuità che muove il volume. O la natura mimetica che traveste quello del centro commerciale a Novate Milanese. Quelli che non si vedono allude al carcere di Udine con il nuovo articolarsi degli spazi funzionali, l'ampliamento di quello dei colloqui e una nuova costruzione, all'interno del cortile, e un teatro per le attività dei detenuti. A seguire, il fatto che i progetti diventano ambiziosi nel proseguo dell’intuizione iniziale che avanza e si precisa nel dettaglio delle scelte. Lo attesta il Campus Symbiosis ICS Milan InternationalSchool che lievita in altezza o a Marsiglia il Mare dentro, la nuova casa del Mediterraneo. Sollecitano la committenza a identificarsi con la necessità di accogliere l’architettura come un viatico di buone pratiche espressive, cogliendo in essa il simbolo che rappresenta e quindi come qualcosa che va sostenuta con l’investimento, a volte anche economico. Insomma, una nuova interpretazione di ciò che sosteneva il Filarete.
Tra i troppo ambiziosi la proposta dell’isola che non c’è, pensata per lo stadio di Genova, ma anche il Ponte Parodi e il Macrico, un grande parco urbano a Caserta.
Seguono i progetti che non si vedono, ma che vale la pena andare a scoprire. E quindi quelli ritenuti ambiziosi e persino troppo ambiziosi. Non si tralasciano le opere che si impattano con l’intorno per divenire spazio pubblico come il Nuovo Ospedale Maggiore Policlinico, a Milano: la Galleria e il Giardino che attraversa interamente il nuovo intervento trasformano l’ospedale in un brano urbano ricco di vita anche grazie ad una “lanterna” vetrata che annuncia la nascita di una nuova vita.
Ovvio non si dimentica la funzione delle logge. Dilatano lo spazio domestico nell’Ex-Boero a Genova e nell’ Eyes Wide Shut 5Square a Milano, in via Antegnati. La sostenibilità appare nel Nuovo Ospedale Maggiore Policlinico, a Milano con un giardinopensile alla quota di 14 metri dal suolo, di oltre 6.000 mq, che offre una serie di spazi terapeutici alla struttura sanitaria e attribuisce identità alla proposta progettuale.
Ci si avvia alla conclusione con dal BIC al BIM e quelli in corso di costruzione. Si tratta della Nuova Cà Granda, ovvero il Nuovo Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Il più grande cantiere degli ultimi 100 anni nel centro di Milano (oltre 100.000 mqiniziato nel 2019 e finirà nel 2025 con la demolizione di 11 padiglioni dei primi del Novecento, sostituiti da un unico grandeedificio integrato.
Tutto bene quindi.
Di certo siamo di fronte ad una produzione medio alta. Non ci sono dubbi. E questo va a onore di chi è riuscito a realizzarla e a dimostrare che anche in Italia ciò è possibile. Vanno colte tutte le premesse per compiere un ulteriore passo avanti.
In una recente intervista condotta da Valentina Silvestrino ad Artribune hanno proposto di deviare rispetto alla tangente consolidata e divenire un po' strabici cercando temi, soggetti e opportunità che spingono a rimettersi in gioco senza riciclare, ma continuando a indagare su tematiche ibride, spazi complessi che vanno ripensati. Quella è la strada giusta. A mio parere.
In copertina: Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra Il superfluo e il necessario Architectures by Barreca & La Varra, The Plan 2025 p. 172 con disegni e foto a colori € 29,00.