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Imprinting_Stefano Pujatti – recensione di Mari Pisani

Imprinting_Stefano Pujatti – recensione di Mari Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 17 Marzo 2024
nella categoria Recensioni Testi

Imprinting, la nuova collana fondata da Antonino Saggio per la casa editrice di Siracusa, nasce dall’esigenza di diffondere, soprattutto in ambito internazionale, la produzione delle nuove leve dell’architettura italiana. Quella realizzata dalla generazione di Zucchi, Gambardella, Peluffo o Vaccarini.
Stefano Pujatti, architetto in terra di frontiera, si forma all’IUAV con Gino Valle e in California con Wolf Prix della Coop Himmelb(l)au, relatore alla tesi. Le sue architetture appaiono in contesti particolari e testimoniano un mix di arte e scienza, con sagace ironia e continua sperimentazione. Lo documenta il volume curato da Michela Falcone, architetto docente all’Architectural Association che esplora la sua ricerca progettuale “dal generale al particolare” in spazi interstiziali. Opera prima il cimitero di Villanova, a sud di Pordenone. Si caratterizza dal segno netto che si conforma al paesaggio e al corso del fiume. Pareti di diversa altezza e il materiale impiegato richiamano l’attenzione. Quella d’apertura cita la famosa cantina di Herzog e de Meuron nella Napa Valley. Perspicace il progetto per le terme di Grado che parte dal constatare il mutamento del livello delle maree ogni sette ore e lo utilizza per il riciclo delle acque utilizzate, grazie a pedane galleggianti che si muovono in sintonia con il mare. Tra le opere più riuscite l’hotel 1301 INN a Piancavallo, nelle Dolomiti friulane, in un luogo di grande fascinazione che ha subito i disastri della speculazione figlia del boom degli anni 70. Qui si recuperano i detriti dell’edificio preesistente e parzialmente demolito per zavorrare l’interrato. Si riutilizza l’ingresso esistente a tripla altezza dove si inseriscono le funzioni di servizio dell’albergo e su una pianta a v s’insediano le 37 nuove camere per gli ospiti, coperte da un tetto dalla geometria studiata per far scivolare pioggia e neve senza intralci ai percorsi e accessi all’edificio. I materiali rispondono al bisogno di evidenziare un’architettura alpina: listelli grezzi in legno, tegole in ardesia, cotto per il pavimento attestano anche come si può fare con poco il meglio. Particolarmente suggestivo l’impiego dell’acqua, appreso dall’esperienza veneziana. L’intervento per l’Atelier Fleuriste a Chieri, la ricostruzione di un negozio di fiori, consiste nella ricucitura di un prospetto di due piani con la facciata incastonata in una tranquilla palazzina ottocentesca. Viene realizzata in vetro e, per evitare l’effetto serra, uno strato d’acqua scorre dal colmo del tetto lungo la facciata. Il tremolio dell’acqua aggiunge un effetto straniante alla vetrina alterando la visione dell’interno.
L’idea nasce dal fatto che nella proprietà esiste un pozzo usato per il ricircolo mentre il velo d’acqua garantisce una giusta qualità termica, come nel Monumento ai caduti a Udine di Gino Valle. L’acqua torna nell’edificio di Jesolo posto su un basamento che ospita un centro commerciale mentre tutte le residenze estive, ospitate in un volume di otto piani staccati da terra, guardano il mare. Un’altra opera di sicuro
interesse, ispirata da Ice house II di Gianni Pettina, è la Maison Glacé, una casa unifamiliare a Toronto nei pressi del Lago Ontario. Qui, per proteggere la casa dal freddo, si è ricorsi ad una rete metallica che ricopre interamente la facciata protetta da una membrana. Bagnata dall’acqua di raccolta che si accumula nella gronda e si trasforma in uno strato di ghiaccio a protezione della facciata. Un cuscinetto d’aria tra il ghiaccio e la casa garantisce la formazione di una temperatura più mite mentre gli schermi alle vetrate garantiscono la privacy.

In copertina: Michela Falcone Stefano Pujatti, Letteraventidue Imprinting Siracusa, 2023, p. 140
con numerose foto in b. e n. e a colori € 18,00
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