presS/Tletter

presS/Tletter

Abitare i paesaggi della dispersione – recensione di Mario Pisani

Abitare i paesaggi della dispersione – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 3 Febbraio 2024
nella categoria Recensioni Testi

Sto coltivando l’ipotesi che ogni libro contenga una visione di fondo, un messaggio a volte criptico a volte manifesto, una suggestione non completamente esplicitata e spetta al lettore coglierla e svelarla. Nel nostro caso senza i gesti eclatanti a cui ci ha abituato lo star system o le mostre clamorose che hanno lanciato le ultime stagioni dell’architettura come il postmoderno o il decostruttivismo, l’autore passa in rassegna la sua stagione da progettista, mostrandoci una serie di proposte. Iniziata nei primi anni Ottanta è durata fino alla fine dei Novanta. Quasi vent’anni nei quali non si è misurato con complessi residenziali unifamiliari, come capita spesso di scoprire nelle monografie degli architetti. Ha lavorato invece su programmi ad ampia scala, messi a punto con uno sguardo attento alle caratteristiche del luogo, in diverse aree geografiche. Il messaggio da svelare consiste nell’assenza di tutto ciò nelle tradizionali storie della nostra disciplina. Piani di progettazione urbana, veri e propri brani di città, molti di questi per la Capitale, ma anche per Milano, Tricarico, Catania, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Rappresentano il tentativo di offrire una risposta al fenomeno della dispersione urbana, conosciuta anche col termine di città diffusa. Si potrebbe aggiungere evanescente, perché priva di punti di riferimento. Manca infatti quella visibilità che permette di riconoscere squarci caratterizzanti nella città che si è venuta a realizzare in Italia nei primi anni Novanta. Al suo interno si saldano due differenti fenomeni tutti nostrani: la speculazione edilizia, passata da quella sulle aree edificabili alle costruzioni e il diffondersi di fenomeni di abusivismo edilizio con la costruzione prima delle così dette case della domenica, quindi di edifici via via più consistenti che hanno risposto alle carenze di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Gli interventi documentati dal volume, molti dei quali rimasti sulla carta, episodi di architettura interrotta, evocano anche la mancata risposta alle grandi manifestazioni degli edili che rivendicavano una legge per la casa in grado di risolvere o per lo meno attenuare,con residenze a basso costo, le carenze nella situazione esistente. Secchi scava nel suo passato, riesuma i primi schizzi progettuali, i disegni planimetrici, i prospetti e le sezioniche mostrano le diverse soluzioni di ciò che poteva essere anche da noi, come è avvenuto in altre città come a Parigi o a Barcellona, il volto nuovo della città contemporanea. Ciò che propone rappresenta la sintesi efficace tra l’eredità del razionalismo e le architetture di maestri come Hans Scharoun, Alvar Aalto, Hugo Häring. A ciò si aggiunge una riflessione critica sul rapporto tra residenza e servizi, tra spazi aperti e più in generale modo di insediare il nuovo intervento, un insieme di elementi che testimoniano una fertile stagione della nostra cultura architettonica. Per alcuni versi omologa a quella messa in mostra nei grandi concorsi per gli insediamenti universitari, un bagaglio culturale del tutto dimenticato. Ciò evidenzia anche il fatto che non si è data continuità tra la stagione degli interventi Iacp negli anni della ricostruzione, col rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, e quelli segnati dalla tendenza, dall’high tec e da espressioni artistiche provenienti da altri paesi che si sono mostrate estranee alla realtà italiana. Come giustamente si nota nel testo, l’analisi delle esperienze fatte, sia quelle dell’autore che di altri progettisti, in particolare oggi, dove sembra esistere solo l’attualità, con la totale perdita della memoria di ciò che è stato realizzato anche solo di pochi anni orsono, conferma la necessità di individuare “forme dello spazio e della sua gestione che sollecitino la condivisione, la coesistenza tra diversi, il rispetto per i diritti e per un interesse comune nei confronti del patrimonio fisico e culturale”.

In copertina: Roberto Secchi, Abitare i paesaggi della dispersione, Housing e progettazione urbana, tabedizioni, Roma 2023 p. 226 con numerose illustrazioni in b. e n. € 20,00.