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Paulo Mendes da Rocha Architetture del divenire – recensione di Mario Pisani

Paulo Mendes da Rocha Architetture del divenire – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 3 Dicembre 2023
nella categoria Recensioni Testi

Paulo Mendes da Rocha (1928 – 2021) appartiene alla generazione degli architetti modernisti guidata da João Batista Vilanova Artigas, il progettista più importante in Brasile, che lo influenza fin dal suo primo progetto: la palestra del Club Athletico Paulistano dove impiega il calcestruzzo armato per risolvere le coperture di grandi spazi. Dopo la laurea insegna alla Facoltà di Architettura di San Paolo dal 1961 e si impegna nel dibattito sul ruolo sociale dell'architetto con idee che provocano l’esclusione dall’insegnamento da parte del governo militare. Torna in facoltà solo nel 1980. Vent’anni dopo, nel 2001, ottiene il Premio Mies van der Rohe per l'America Latina per la ristrutturazione della Pinacoteca di Stato a San Paolo. Nel 2006 viene insignito col Premio Prizker e nel 2016 col Leone d’Oro, alla Biennale di Venezia. Tra le numerose opere da segnalare c’è la sua casa del 1964; il padiglione brasiliano ad Osaka nel 1970, realizzato con altri; nel 2007 il progetto per il Campus Universitario a Cagliari. L’espressione della sua poetica architettonica si esprime con un "projeto de humanidade" che progredisce con le esperienze fatte e interventi che si posizionano sul luogo dominandolo fino ad alterarne la topografia e ridefinirne i flussi di circolazione nell’intorno, nella consapevolezza che la prima e primordiale architettura è la geografia. Le sue architetture si caratterizzano per un "raziocinio di portici e piani" e da un gioco strutturale composto da travi, pilastri e semplici pareti.

L’autrice del volume, laureata in Ingegneria Edile-Architettura e il dottorato ad Architettura (Sapienza) si occupa di architettura brasiliana e dell’abitare in aree urbane critiche, consapevole che “l’architettura ha la capacità di sopravvivere al tempo e di conservare il suo valore estetico quando riesce a interpretare i bisogni e le aspirazioni del presente, delineando gli indirizzi futuri, non esclusivamente in termini progettuali, bensì sociali”.

Il volume propone l’analisi di tre opere della contemporaneità. Si tratta della copertura di Praça do Patriarca, del SESC 24 de Maio e del Museu Nacional dos Coches, opere che rendono emblematica la sua visione nello stesso tempo immaginifica e realistica. Nel primo caso si tratta di un segno di grande valore eloquente contrapposto al gigantismo della metropoli, capace di ricucire le sue parti e lo fa impiegando tecniche dell’ingegneria aeronautica che gli permettono di innalzare una grande copertura in acciaio sostenuta da un portale che si dilata per quaranta metri e usa lo stesso materiale, ricoprendo un’area di 460 mq. Per Kenneth Frampton il colore dell’opera evoca il bianco su bianco di Malevič ed esalta l’espressività del segno.  

Il secondo progetto risale al 2002-2008 e termina nel 2017 con oltre 27.000 mq che accolgono nuove funzioni in grado di generare spazi pubblici in una zona complessa della città. Si tratta di piazze, attraversamenti, percorsi animati dal commercio a buon mercato, con due facciate vetrate, su rua 24 de Maio e rua Dom José de Barros, arricchite dalle immagini riflesse degli edifici limitrofi. L’aver posizionato la piazza e il ristorante nei primi piani favorisce l’ampia fruizione da parte di tutti rendendo l’intervento un luogo urbano.

Una collezioni di carrozze unica al mondo costituisce il cuore del Museu Nacional dos Coches a Lisbona. Realizzato con la collaborazione di MMBB Arquitetos e di Bak Gordon Arquitectos, si trova all’estuario del fiume Tago e ai limiti di Bélem, il porto da cui partivano i grandi navigatori. Un quartiere popolato da complessi residenziali insediati su piccole particelle che si appresta a divenire un polo di attrazione turistica e culturale per la città. La raccolta, “non ha porte ed è collegata da tutti i lati”, evidenzia i progressi compiuti nello sviluppo dei mezzi di trasporto pubblico. Il progettista però non ci narra solo questa evoluzione ma imprime nell’area una nuova narrazione. L’immagine aerea dell’intervento ci permette di comprendere i rapporti tra il tessuto urbano e il nuovo intervento, caratterizzato da due volumi rettangolari collegati da un ponte che congiunge perpendicolarmente il minore a quello più esteso. Quest’ultimo, che accoglie le carrozze, è un padiglione di 126x48 metri con il primo piano sorretto da 14 colonne di 1,8 metri. Più che un museo si tratta di una infrastruttura urbana che offre uno spazio pubblico alla città.

In copertina: Francesca Sarno, Paulo Mendes da Rocha Architetture del divenire, Prefazione di Angelo Bucci, Edizioni LetteraVentidue, Siracusa 2023 p. 144 con immagini in b. e n. e a colori, € 18,00.