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Lucia Re, Ritratto in movimento conversazione con Franz Prati – recensione di Mario Pisani

Lucia Re, Ritratto in movimento conversazione con Franz Prati – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 10 Novembre 2023
nella categoria Recensioni Testi

Un’occasione da non perdere "L'Architettura e il suo doppio" la mostra a Roma, alla Casa dell'Architettura, delle opere di Franz Prati, dal 7 al 21 novembre. Luca Ribichini l’ha organizzata per l'Ordine degli Architetti e oltre le straordinarie icone di architetture mondo si apprezza l’intervista video, a cura di Maria Luisa Priori,dove Carlo Severati definisce l’architetto poetapsicopaesaggista. Del resto è vero che quelle immagini mostrando un altro scenario, come in Duchamp e le ante antoneliane, che ci interroga e scava nel profondo,permettendoci di esplorare altri lidi di cui avvertiamo la necessità, il bisogno per evadere dalle tristezze quotidiane e tornare a sognare. L’accompagna un agile libretto dalla splendida copertina dove l’aurora degli acquedotti dischiude il passo a scrittura della città e le tavole che troviamo in mostra si intercalano col denso dialogo messo a punto da Lucia Re, libraia, editor e fotografa. Nella postfazione Valter Scelsi sottolinea proprio come il testo sia in grado di evocare atmosfere che interagiscono con le opere e si legano “alla capacità dell’immaginazione di evocare presenze che trascendono il dominio del sensibile”. Tra queste appare come una visione Nekya, un miraggio, una sorta di bastioneinespugnabile che rinvia a una ibridazione tra il Palazzo del podestà a Foggia di Armando Brasini e altre architetture federiciane. Una città dei morti, priva di presenze umane ma popolata di ombre. Si innalza,spirito inquieto, sui bordi dell’acqua, liquido amniotico che nutre, protegge e invita ad andare oltre, verso altre mete in un continuo girovagare. Si naviga per scoprire le tracce dell’immaginario di Roma dove appare l’isola Tiberina, “nave ferma, pietrificata nell’atto di solcare le acque”. Oppure per partire da qui e giungere a Venezia,per la sua bellezza inquietante, tra la nebbia e la linea dell’acqua. O per andare incontro a isole leggere e naviganti dove si recitano i versi di Saba ed è possibile incontrare i Mandalia, nella versione blu, porpora e oro, tracce di una mappa imparentata con il Campo Marzio di Giovanbattista Piranesi e il recupero archeologico scaturito dall’ascolto del luogo: la fornace del Canova da cui si generano le mutevoli forme del classico

In questo balletto sospeso come un’armonia che non si vuole giunga a termine si intrecciano i versi di Dino Campana con scie dei quaderni di Paul Valery dove il mare è pronto a ricominciare. Elsa Morante dialoga con Umberto Saba e la ballata del vecchio marinaio segna il ritmo ai ragionamenti sulle scienze e le arti di Jean Jacques Rousseau. Ed è perfettamente vero ciò che scrive l’autrice del volume: “una volta entrati nel processo seduttivo, quando si guarda più profondamente un’opera, si capisce che si può andare oltre la prima fascinazione, e si può aprire un’altra porta”.