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“Viaggio nel Mediterraneo” – recensione di Mario Pisani

“Viaggio nel Mediterraneo” – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 25 Settembre 2023
nella categoria Recensioni Testi

Bene ha fatto la casa editrice a rieditare un volume pubblicato nel 2016. E non solo per ciò che sta avvenendo nel Mare Nostrum, trasformato da ciò che sempre si rinnova, (La mer, la mer, toujours recommencée!) come ricorda Paul Valery, in una grande tomba, ultimo rifugio per chi fugge da guerre e miserie.

Giorgia De Pasquale, ricercatrice nella Facoltà di Roma III e docente di Architettura del paesaggio, ci prende per mano e ci conduce alla ricerca dell’identità del Mediterraneo, quel liquido amniotico evocato da Claudio Magris nella premessa al Breviario di Predrag Matvejevic. Qui “la cultura e la storia vengono calate direttamente nelle cose, nelle pietre, nelle rughe sul volto degli uomini, nel sapere del vino e dell’olio, nel colore delle onde.”

Nel libro di De Pasquale, oltre ai linguaggi e i suoni, attraverso l’immagine dello spazio architettonico, si esplorano le architetture, girovagando tra le creazioni alla ricerca di una identità sfuggente, smarrita, ibridata coi flussi che hanno trasmigrato e continuano a farlo sulle sue onde. Il mare non appartiene alla geografia e ai luoghi, ma alla capacità di riconoscere marine e attracchi, isole e promontori, terre dove cresce l’olivo e la vite e si avvertono profumi e sapori, si distinguono forme e sensazioni. Navigarlo permette di acquisire un bagaglio di icone che, nel passaggio del testimone, trasmigra di mano in mano.

Si inizia da Sidi Bou Said che sorprende con le case in calce bianca e gli infissi azzurri. Suscitano l’incanto di artisti, architetti e scrittori. Sollecita l’indagine sulla mitologia orientale e sulle sue metamorfosi. Ad iniziare dai canti di Omero, per poi passare ai Romani Graecia capta ferum victorem cepit fino a passare, di mano in mano, e giungere a Napoleone e al Grand Tour, meta finale della formazione dei giovani aristocratici, futura classe dirigente. A loro si aggiunsero artisti e letterati, e quindi generazioni di progettisti che da Goethe arriva a Schinkel, da Asplund a Pikionis, da Le Corbusier ad Alto, da Barragan a Kahn, a Venturi, fino ai nostri giorni. Senza tralasciare Hoffmann che insieme ai bei disegni che riproducono le case di Capri ragiona su muri bianchi che abbagliano e piccole finestre basse che schermano la luce eccessiva. Custodiscono un’unica stanza, con a copertura una cupola a botte. Asplund approfondisce la lezione dell’antico mettendo da parte l’analisi convenzionale compiuta sui monumenti. Si accorge delle falsità trasmesse dall’accademia che favorisce la pigrizia, per imparare a riflettere, ad osservare per giungere a fondo alle cose.

Esempio mirabile quello di Rudofsky che trascorre tre anni a Capri e due a Procida per studiare le costruzioni locali. Con Cosenza progetta un vero incanto: Villa Oro, quindi propone Architettura senza architetti, breviario dell’architettura spontanea che unito alla mostra di Pagano alla Triennale sull’architettura rurale dischiude la porta alla riflessione sul rapporto tra pratiche basse e alte, divenuto fonte di ispirazioni che giungono fino alla cultura dei giorni nostri. Ad osservare tante meraviglie le considerazioni di Le Corbusier che nel 1931 annota: “le case sono completamente chiuse rispetto alle strade. Ma all’interno ci si apre all’abbondanza di terre fertili e ricche di alberi, l’interno è perfetto, accogliente, efficiente, funzionale, alla scala umana”. Nel 1954 Aalto va oltre e afferma: “Per me l’Italia è primitivismo permeato, in modo inatteso, d’una forma attraente su scala umana. Una piazza, dalle proporzioni perfette, dove l’uomo più povero possa vivere, è una soluzione migliore di una costruzione di lusso”.

Tutto ciò avviene solo qui e grazie al viaggio nel Mediterraneo grande patria e dimora antica (Ernst Jünger) perché, come nota Cellini nelle conclusioni “solo qui c’è quell’atmosfera pulviscolare, densa in sé stessa di luce e colore, che cancella la precisione delle linee, azzera i dettagli, sintetizza le forme e s’incarica di ogni possibile sfumatura e declinazione dell’apparenza delle cose. Altrove, a Nord, ogni oggetto diventa più netto, preciso, cromaticamente contrastato (…) Sono altri contesti, e quindi altre sensibilità, altre storie, altre architetture”.

In copertina: Giorgia De Pasquale, Viaggio nel Mediterraneo La costruzione di un paesaggio attraverso l’iconografia dello spazio architettonico, Lettera Ventidue edizioni, Siracusa, prima ristampa 2022, p. 136 con numerose immagini in b. e n. e a colori € 16,50.