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“Life Vita” – recensione di Mario Pisani

“Life Vita” – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 7 Settembre 2023
nella categoria Recensioni Testi

La nuova serie di volumi per la collana Arianuova, giunti in libreria grazie a Librìa di Melfi e all’acume indagatorio di Antonio Carbone, cacciatore in area di confine, si è arricchita di una nuova proposta: vita/life, un termine capace di evocare, con solo quattro lettere, cosa può consistere l’esistenza di un uomo. In questo caso di un progettista di sicuro interesse perché in grado di coniugare l’etica con l’estetica e produrre oggetti d’affezione di sicura presa sociale in grado di ibridare l’arte plastica con l’architettura e il paesaggio.

Christoph Hesse, l’autore delle opere documentate nel volume, dai primi timidi segnali e, via via, a quelli sempre più importanti come Villa F a Titmaringhaausen, Hochsauerland, o Pietra Acqua Luce il centro visitatori e museo sul lago Edersee a Edertal, ottiene un master in architettura all’ETH di Zurigo e poi all’Università di Harvard. Nel 2010 fonda il suo studio a Korbach, una città tedesca dell’Assia con 25.000 abitanti, a 45 km da Kassel dove i suoi progetti vengono messi in mostra, a Documenta fifteen. Ma anche all’Aedes Architekturforum di Berlino, al Schusev State Museum of Architecture di Mosca, alla Biennale di Venezia e in altre importanti istituzioni.

Il volume segnalato raccoglie le realizzazioni prodotte a seguito di indagini meticolose e ragionamenti profondi che coinvolgono anche la sua famiglia, i primi testimoni dell’affacciarsi e sorgere delle idee. Prospettano architetture che appaiono, fin dal primo sguardo, inedite, prive di riferimenti e distanti dall’attuale ricerca di visioni rassicuranti e confortevoli che caratterizzano il nostro tempo incerto. In molte di loro, penso a Sonnenklang, Suono del sole a Hochsauerland come Oberholz und Unterholz, Legno in alto e Legno in basso, oppure Sorohtherme, Terme di paglia, nello stesso luogo, l’autore, che oltre ai panni dell’architetto indossa quelli dell’artista, sembra andare alla ricerca degli archetipi della nostra disciplina. Vuole svelare le ragioni fondanti del loro essere sulla terra e sotto il cielo, in risposta ai bisogni di una società che avverte la necessità di opere capaci di creare occasioni di incontro e di socializzazione, individuando nell’arte un possibile strumento per realizzare ciò che urge dentro. Del resto l’arte costituisce la messa in opera del vero, per dirlo con Martin Heidegger, ricordando che il filosofo non interpreta l’arte come imitazione della natura. L’arte non riproduce la verità, ma “istituisce” la verità. Il suo pensiero si può comprendere meglio quando afferma che il quadro di Van Gogh non ritrae “la semplice presenza di un paio di scarpe”, evoca un “mondo” che fa riferimento a quello della civiltà contadina e delle fatiche per coltivare la terra dove non ha importanza la funzione delle scarpe perché la contadina le considera semplici strumenti per camminare, mentre l’opera dell’artista svela un mondo.

Ciò vale anche per Pflung Aratro a Hochsauerland o Raum der Stille, Stanza del silenzio a Waldeck-Frankenberg, interventi che scavano in profondità per attestare che il paesaggio può essere goduto meglio grazie a tali interventi “forme semplici, pensate per abitare la natura o per costruire un’esperienza fortemente interiore dello spazio”, per dirlo con Tiziano De Venuto. Opere che svelano la necessità di tornare al rito dell’incontro, allo scambio, al dialogo tra esseri umani. Opere come Karlsauge L’occhio di Karl a Kassel oppure Sieben Säulen Sette pilastri a Waldeck-Frankenberg rappresentano ipotesi di lavoro per spazi pubblici dove la gente incuriosita da tali inedite presenze si può incontrare, dialogare e scambiarsi nuove idee per un possibile futuro dove l’architettura torna ad essere qualcosa assai diversa dall’edilizia banale per tornare a parlare un linguaggio antico, ma sempre valido, che è in grado di scendere nel profondo dell’animo ed appagare.

Christoph Hesse Architects, Life Vita, con un testo di Tiziano De Venuto e una conversazione con Paula Pintos, Librìa edizioni, Melfi 2023, p. 244 con numerose illustrazioni €18,00.