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“La cura della natura” – recensione di Mario Pisani

“La cura della natura” – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 7 Agosto 2023
nella categoria Recensioni Testi

L’autrice, giornalista statunitense che ha realizzato volumi di grande successo con numerosi premi tra i quali il Los Angeles Times Book Prize, ci consegna questo studio. Mette a punto un insieme di informazioni che a prima vista possono sembrare appartenere al senso comune. Praticare la natura, vivere in stretto contatto con essa e in particolare con parchi e giardini, produce effetti positivi sul nostro organismo.

Ma cosa intendiamo esattamente con questo termine? Lo svela Oscar Wilde quando afferma che si tratta di un luogo ove gli uccelli volano senza rischiare di finire arrosto.

Certamente gli spazi verdi rappresentano una grande risorsa, non solo per gli uccelli. Troppo spesso lo ignoriamo o lo sottovalutiamo, nonostante che fin dall’antichità poeti e filosofi abbiano prodotto testi che ci parlano dei benefici riscontrati dal vivere all’aria aperta. Per sviluppare tali premesse l’autrice assume come nume tutelare Frederick Law Olmsted che con Calvert Vaux è stato il progettista del Central Park a New York. Non a un caso in ognuno dei capitoli raccolti nel volume compare una citazione tratta dai testi del noto architetto paesaggista, autore di straordinari progetti come lo Yosemite National Park di Riverside, quello di Chicago e molti altri.

Florence Williams ci rivela le esperienze compiute grazie ai viaggi compiuti in varie parti del pianeta dove ha avuto l’opportunità di vivere esperienze affascinati nei boschi o pagaiando nei fiumi. Ed ancora, incontrando neuroscienziati, psicologi e ricercatori della salute sia fisica che psichica, impegnati a svelare l’interrogativo che tiene insieme l’ambiente con l’umore e la salute. A seguito di questi compone un atto d’accusa sul modo in cui trascorriamo il nostro tempo libero. A conferma cita Elizabeth Nisbet che afferma: “Le persone finiscono per evitare la natura a loro vicina perché una disconnessione cronica da essa li porta a sottovalutare i suoi benefici edonici”. Occorre però ricordare che a Istambul, pochi anni or sono, vi sono state persone che sono morte e molte sono state ferite nelle manifestazioni organizzate per fermare la distruzione di uno degli ultimi parchi nella città, il Taksim Gezi, dopo che ben due milioni di alberi nella regione erano stati abbattuti.

L’itinerario proposto inizia con la visita ai “bagni di foresta” in Giappone, nel parco nazionale Chichibu-Tama-Kai, che rappresentano una possibile risposta al karoshi, ovvero alla morte per eccesso di lavoro. Nella Corea del Sud di sicuro interesse l’esperienza compiuta nei parchi dove sono stati messi a dimora nuovi esemplari del cipresso Hinoki, scelto per la rapida crescita e la capacità di tener lontani i parassiti, oltre che per il meraviglioso profumo. La mancanza di biodiversità in questi boschi viene compensata dal piacere sensoriale perché dai due milioni e mezzo di alberi si leva un vapore sottile con sostanze atte a “seminare le nuvole” mentre producendo i fitonciti, le proprietà presenti negli oli essenziali, si riduce lo stress del 53% e la pressione sanguigna del 5-7%. Va inoltre rammentato che uno studio effettuato negli Stati Uniti nel 2004 stima che gli alberi rimuovono ogni anno 17,4 milioni di tonnellate di inquinamento atmosferico, fornendo sette miliardi di dollari di benefici per la salute dell’uomo.

In Finlandia la natura è l’espressione di una identità collettiva molto radicata perché rappresenta il luogo dove gli abitanti possono soddisfare i loro desideri come raccogliere bacche, andare a funghi, pescare e nuotare nei laghi, praticare lo sci nordico, con il risultato che ben il 95% dei finlandesi impiega il tempo libero all’aria aperta. In Corea, come nelle verdi colline scozzesi e lungo i selvaggi fiumi americani l’autrice ha partecipato a sessioni di “ecoterapia” riconoscendo un fatto  evidente ma trascurato: il mondo iperconnesso dove regnano le mail, i social network, i messaggi e la realtà virtuale non è in sintonia con i nostri sistemi percettivi e cognitivi. Troncare il nostro legame con la natura porta, di conseguenza, l’ascesa inarrestabile dei disturbi emotivi, cognitivi, di ansia e depressione in bambini, adolescenti e adulti. Vivere nella natura può rappresentare un valido aiuto perché rinvigorisce i nostri cinque sensi alleviando il peso dello stress e rendendoci più sani.

In copertina: Florence Williams, La cura della natura, Perché la natura ci rende più sani, creativi e felici, Piano B editore, p. 302, € 22,00.