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Un museo per riconnettere la città: il MAAT di Lisbona – di Melania Bisegna

Un museo per riconnettere la città: il MAAT di Lisbona – di Melania Bisegna

Autore: Melania Bisegna
pubblicato il 3 Febbraio 2023
nella categoria Parole

Il MAAT – Museo di ArteArchitettura e Tecnologia – quando un museo diventa il simbolo del rilancio contemporaneo della città. Un’onda bianca lungo il fiume di Lisbona, si staglia con un distacco sinuoso dalla ex Centrale termoelettrica Tejo del primo Novecento.

Il progetto, inaugurato nel 2016, è inserito all’interno dell’estesa rigenerazione urbana dello storico quartiere Belèm, celebre per l’omonima Torre e il Monastero dos Jeronimos entrambi del XVI secolo e patrimonio dell’UNESCO. Il fiume Tago e il contesto progettuale sono i grandi protagonisti ispiratori del museo disegnato dall’archistar Amanda Levete e dal suo studio AL_A , impegnato da anni anche nella progettazione degli spazi pubblici e dei grandi edifici culturali. Lo scopo è stato quello di riconnettere il tessuto storico di Lisbona con il suo fiume, dal quale attualmente è escluso a causa della ferrovia e della strada ad alto scorrimento, sfruttando la morfologia del sito e creando 7000 mq di spazio pubblico, in un continuo dialogo tra patrimonio culturale e futuro della città contemporanea. Le parole dell’architetta Levete rafforzano lo scopo del progetto e il dualismo tra storico e contemporaneo: “There’s only one thing in life that you can’t design, and that’s heritage”.

La copertura è l’immagine emblematica del MAAT. Calpestabile e curvilinea, si fonde nel paesaggio come una gigantesca onda composta da ben 15.000 piastrelle di candida ceramica smussate sugli angoli per creare infiniti riflessi e sfumature con acqua, luci e ombre. Un omaggio alle tradizionali azulejosportoghesi rivisitate in chiave moderna e tecnologica per adattarsi alle complesse curve dell’edificio. Il tetto diventa così uno spazio pubblico esterno, permeabile e vivibile in ogni direzione grazie anche al ponte pedonale che connette fisicamente e metaforicamente il cuore della città con il suo waterfront.

Gli scalini posizionati sulla sponda che conduce al museo vengono spesso sommersi, creando una soglia permeabile che muta al mutare della marea. Il tema dell’acqua diventa quindi un’ulteriore metafora di riconnessione tra la città storica e il fiume. Il waterfront, estremamente essenziale per il progetto, ha indotto la scelta di un design che possa letteralmente riflettere l’acqua sui pavimenti interni delle gallerie e creare inoltre una copertura progettata per riflettere la luce fuori dall’acqua e rimandarla sul prospetto, imprimendovi un “pattern proiettato” e sempre mutevole grazie ai continui spostamenti delle onde. Inoltre sostando sui gradini superiori, vicino al lucernario d’ingresso, potrete sentire il liquido eco delle onde che si infrangono sopra di voi.

All’interno del museo si viene accolti nella sala ovale che, come un grembo confortevole, ospita istallazioni sonore e mostre temporanee. Proseguendo si snodano le quattro gallerie del MAAT affondate sotto il livello del suolo per mantenere contenuta l’altezza dell’edificio coerentemente alle altimetrie degli edifici circostanti. Queste si snodano in un percorso a tratti spigoloso a tratti curvilineo tra sale buie ed intime e gallerie bianchissime in un continuo contrasto visivo e luminoso che permette una sempre viva percezione dell’ambiente esaltandone le opere contenute al suo interno.