presS/Tletter

presS/Tletter

“Cantine storiche d’Italia. Un viaggio tra architettura ed enologia” – recensione di Mario Pisani

“Cantine storiche d’Italia. Un viaggio tra architettura ed enologia” – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 02/12/2022
nella categoria Recensioni Testi

Dopo l’esplorazione effettuata da Luca Molinari e Anja Visini con il volume Cantine nel mondo Architetture d'eccellenza nel paesaggio internazionale e da Valentina Venturi con Cantine d'autore Viaggio nell'architettura del vino che mettono in mostra gli interventi dello star system per queste particolari tipologie è appena andato in libreria un magnifico volume che passa in rassegna quelle storiche.

L’incipit ci informa che in Cina sono apparsi reperti archeologici, risalenti al 7000 a.C. che attestano la conoscenza della coltivazione della Vite vinifera e l’arte di vinificare che caratterizza la storia della nostra civiltà divenendo parte integrante di culture che vanno da quella egizia e babilonese alla greca e romana e da queste fino ai giorni nostri. Il vino ha realmente costituito una bevanda sacra e un simbolo di celebrazione e convivialità, ispirando opere d’arte e nuove architetture.

Il volume propone un itinerario in Italia che dopo aver individuato quelle più antiche giunge alle più recenti, sorte alla fine del XIX secolo. Ne sono state censite oltre cinquecento e poi selezionate quelle che testimoniano la sintonia col genius loci e la migliore produzione. Si tratta di 38 veri scrigni d’arte in grado di produrre grandi vini. Attestano la ricchezza architettonica del patrimonio produttivo e delle storie di famiglie, ordini religiosi, produttori o imprenditori spesso legati non solo al mondo del vino. Tra queste spiccano le Cantine Florio a Marsala progettate da Giovan Battista Basile, il Castello di Montepò nella Maremma toscana, costruito attorno al 1100. Fontanafredda sulle colline di Serralunga d’Alba acquistato da Vittorio Emanuele II per la bella Rosin. Rocca Bernarda nel Collio che produce il famoso Picolit.

Apripista l’Abbazia di Novacella con un’ampia raccolta di vini esportati in tutto il mondo. Prodotti da uve dei migliori vigneti per il microclima, i terreni e l’età delle viti selezionate per produrre i bianchi e rossi della linea cru Praepositus, apprezzati dalla critica internazionale. La cantina nasce con il lascito di Reginbert di Säben (1142) e successive messe a punto che permettono la crescita del patrimonio. Quella più antica è sotto il piano di calpestio della chiesa, con   ambienti a diversi livelli di discrete dimensioni, collegati fra loro da scalette. Il tutto mantiene fascino medievale per la sequenza dei soffitti a volta a botte ad arco ribassato o a crociera in mattoni a vista.

Segue l’Antica Fratta, un toponimo di Monticelli Brusatorum (1385) derivato dalla natura del luogo, nelle verdi colline moreniche della bassa Valtrompia. I Brusati sono i principali feudatari della zona con l’insediamento nelle frazioni sparse sui colli, come Fratta, dove nel XIX secolo si attesta la tenuta che nel 1866 diviene proprietà di Luigi Rossetti, commerciante di vino. Acquistata dalla famiglia Cagna si tratta di un antico casolare del XVI secolo adattato a dimora con le proprietà circondanti e ampliata la Tinassera. La residenza adotta la tipologia dei cascinali della zona, organizzati attorno a un’ampia corte e il fabbricato principale verso monte mentre i rustici sono nella parte opposta del cortile. Ristrutturata e restaurata nel 1979, la villa è ritornata allo stato originario con soffitti a cassettoni in legno e pavimenti in parquet e cotto. La cantina produce sette etichette di spumante classico, oltre alla più pregiata, il Quintessence, un extra brut con 60 mesi di affinamento sui lieviti e quella non millesimata, la Cuvée Real.

Tra le più affascinanti Villa Bellaria ad Argiano sulla vallata del fiume Orcia. Guarda dal Monte Amiata alla catena delle colline Metallifere. Il nome deriva dal colle esposto a tutti i venti e da Ara Jani, altare di Giano Bifronte, dio che osserva il passato e il futuro o da una gens romana Argia. Nell’813 d.C. Ludovico il Pio, re dei Franchi, dona i beni posseduti dalla chiesa di Argiano all’abate di Sant’Antimo. Qui viene costruito il castello che nel 1212 l’abate cede al Comune. In epoca recente la proprietà giunge ad André Santos Esteves che promuove i lavori di restauro completati nel 2020. La Villa progettata in stile rinascimentale fra il 1581 e il 1596 da Giovanni di Lelio Pecci, allievo del Riccio, si estende per 4000 metri quadrati, riprendendo una planimetria a C con giardini speculari simile a quella di alcune ville medicee. Le antiche cantine nel piano sotterraneo conservano le botti e le bottiglie di vecchie annate grazie all’inserimento di una scenografica scala elicoidale in acciaio corten posta in una cisterna di raccolta delle acque piovane, nel pozzo del cortile interno. Il sistema di controllo dell’aria avviene col tunnel di collegamento alla cappella e il ripristino di due bocche di lupo originali. Tre i vini prodotti, un Rosso di Montalcino DOC, un Brunello di Montalcino DOCG e il supertuscan Solengo, fiore all’occhiello di Argiano.

A Rionero in Vulture storia, architettura e cantine sono intrecciate al luogo: due collinette separate dal fosso dell’Imperatore dove un tempo scorreva il Rionero, dal colore della roccia basaltica. Testi del 1152 citano il casale medievale di Santa Maria di Rivonigro abbandonato dagli abitanti nel 1325 e ripopolato nel 1533 da contadini discendenti da Albanesi Epiroti che sviluppano la coltivazione della vite e la nascita di cantine ancora presenti. Tra le famiglie nobili la Giura (Jura) da cui ha origine quella di viticoltori delle Cantine del Notaio. Tra il XVI e il XVII secolo si insediarono i francescani per amministrare i loro possedimenti e conservare il vino per la messa e realizzarono le cantine dove conservare le botti scavate nelle grotte di tufo. Tra queste quella del Notaio (1998), appartenuta ai Francescani con lo stemma con Gesù e San Francesco posto all’ingresso.

In copertina: Margherita Toffolon Paolo Lauria, Cantine storiche d'Italia. Un viaggio tra architettura ed enologia. 24 Ore Cultura, Milano 2022 p. 340 interamente a colori, €70.00 .