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“Natur Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese XXXII” – recensione di Mario Pisani

“Natur Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese XXXII” – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 27/09/2022
nella categoria Recensioni Testi

Thilo Folkerts nel suo testo Berlino: natura urbana in divenire, svela un dato interessante. Il geografo e urbanista Matthew Gandy ritiene che, nel quotidiano dei berlinesi, la presenza dei vuoti urbani, terreni incolti e siti in costruzione abbia radici nella storia cittadina. A conferma cita il dipinto Hinterhaus und Hof (Retro di edificio e cortile) di Adolph Menzel, della metà del XIX secolo. La tela, come un’altra dello stesso autore del 1847, Die Berlin-Potsdamer Bahn (La ferrovia Berlino-Potsdam), affronta la realtà con pragmatismo e accetta con fatalistica rassegnazione le condizioni descritte come destino di Berlino: in divenire senza mai essere. Come nel Sisifo felice di Camus tale attitudine può essere considerata il prerequisito della felicità berlinese. Lo conferma l’ex sindaco Klaus Wowereit che in una battuta descrive Berlino “povera ma sexy”, segnalando il modo di affrontare le circostanze in modo positivo e creativo.

Nello stesso volume il botanico Inigo Kowarik in Südgelände, Berlino: trasformare un’area urbana abbandonata in un nuovo tipo di parco naturale, ragiona sull’ibrido costituito dalla natura urbana progettata e quella selvatica.

All’inizio degli anni novanta l’area evidenziava un paesaggio fortemente strutturato dove la natura selvatica si intrecciava con le rovine dell’ambiente ferroviario divenendo una sintesi intrigante di natura e tecnologia. Nell’azione di recupero dell’area ci si poteva fermare lì, ma le parti interessate hanno concordato che il parco si dovesse sviluppare partendo da ciò che c’era.

Lo studio ÖkoCon, nel 1992, riceve l’incarico di sviluppare una prima ipotesi di parco naturale, con studi ecologici di base. Insieme a Planland mettono a punto un progetto e il parco naturale viene aperto nel 2000, con alcune modifiche e l’aggiunta di opere d’arte. L’intervento, sviluppato con alcuni committenti distrettuali e statali che hanno fornito le risorse al progetto e guidato la sua realizzazione e l’attuale gestione, mette in mostra come preservare il paesaggio postindustriale rendendolo accessibile ai visitatori. Il parco non doveva diventare un “paradiso naturale” recintato, ma un’area accessibile ai berlinesi e ai visitatori della città tenendo presente che le radure tra le isole forestali richiamavano numerose specie animali e vegetali rare mentre le praterie secche sono sensibili al continuo calpestio. In risposta a ciò si realizza una zonizzazione che rende vivibile l’intero parco, ma non accessibile ovunque, per preservare alcuni habitat per animali e vegetali.

Si immaginano aree a uso intensivo nella zona d’ingresso della stazione della S-Bahn Priesterweg, tra il serbatoio idrico a torre e il grande capannone, e in una radura più piccola a nord. L’area rimanente da utilizzare attraverso i sentieri che seguivano l’andamento dei binari ferroviari. Da due percorsi circolari si accedeva al tratto più ampio dell’area che rendeva visibile la topografia delle varie aree basse e alte. In questo modo il parco appariva più ampio di quello reale perché non esistevano relazioni visive tra i diversi viottoli. Nel loro tracciato compaiono scorci sul serbatoio idrico a torre, spoglio dell’immagine tecnologica e visione dell’area urbana.

Il gruppo di artisti Odious, poco dopo la caduta del Muro, si è trasferito nella grande officina e in prossimità del cantiere ferroviario abbandonato. Realizzano gigantesche sculture in metallo grezzo, sfruttando reperti trovati in loco. Ciò ha favorito la convivenza tra il luogo e l’attività artistica e il successivo incarico per creare sculture per il parco che nascono con parti di tubo montati su binari e una passerella. Sostituiscono una scala di legno con un’altra in acciaio, in sintonia con il loro linguaggio. Determinante dell’immagine globale del parco l’aspetto non straordinario o necessariamente “nuovo” ma la naturalezza con cui è stata riletta la storia della ferrovia, dei binari, con i loro materiali e le loro forme che ha attribuito al parco un’atmosfera nel contempo stimolante e rilassante mentre i visitatori che nel 2002 erano circa diciottomila nel 2021 sono arrivati a più di centomila.

Anche in considerazione di ciò appare una giusta attribuzione al parco il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino.

In copertina: A cura di Patrizia Boschiero, Thilo Folkerts, Luigi Latini, Natur Park Schöneberger Südgelände e la natura urbana berlinese XXXII, edizione Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2022, Fondazione Benetton Studi Ricerche-Antiga Treviso 2022, p. 244 con molte illustrazioni a colori e in b. e n. €. 20,00.