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Luigi Frappi Ritratti simultanei e paesaggi – recensione di Mario Pisani

Luigi Frappi Ritratti simultanei e paesaggi – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 30/09/2022
nella categoria Recensioni Testi

Il libro che abbiamo in mano mostra una copertina davvero intrigante. La famosa Giuditta dipinta da Caravaggio imbraccia una spada e con lo sguardo truce l’affonda in una tela rossa producendo uno squarcio simile a quelli che appaiono nelle famose tele di Lucio Fontana.

I Ritratti simultanei che Frappi ha realizzato si riferiscono proprio ad una serie di contaminazioni messe a punto su opere famose tra loro lontane nel tempo ed altre invece contemporanee. Prendiamo ad esempio la Lezione di anatomia del dottor Tulp. La nota tela di Rembrandt rappresenta il medico attorniato dai suoi colleghi mentre richiama l’attenzione su un dettaglio. Nel nostro caso il particolare riproduce la Calamita cosmica di Gino de Dominicis che si trova nell’ex Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata. Poco distante dal Museo Diocesano di Foligno, dove si è tenuta la mostra dell’artista.  

L’arte di contaminare opere diverse tra loro, realizzate dai maestri del passato sulle quali si inseriscono dettagli tratti da quelle di artisti contemporanei esprime, oltre all’inesauribile desiderio di dipingere che connota una delle principali caratteristiche dell’autore, anche “l’insopprimibile nostalgia della storia” che abita il suo immaginario, per dirlo con le parole che Italo Tomassoni ha scritto nel testo presentazione.

Al sottoscritto appare particolarmente fruttuosa questa ibridazione non traumatica tra le creazioni di Burri, Picasso, Pomodoro, Duchamp e Warhol con i capolavori di Leonardo, Raffaello e Velázquez proprio perché riesce a produrre in chi osserva non solo sorpresa e ammirazione ma stupore, che come si può leggere sulla Treccani, rappresenta una “forte sensazione di meraviglia e sorpresa, tale da togliere quasi la capacità di parlare e di agire”. Proprio tale emozione rappresenta uno degli obiettivi dell’opera d’arte.

Il nostra artista è stato tra i fondatori del movimento "Nuova materia italiana" che risale agli anni '80 e poi del "Revivalismo" che si situa nei primi del nuovo millennio. Le sue opere sono state esposte in contesti sia nazionali che internazionali come le Quadriennali di RomaLIV Esposizione internazionale d'arte di Venezia. Nel 1994, in occasione del restauro del Teatro Francesco Torti di Bevagna, gli è stata commissionata la realizzazione del sipario che sostituisce il precedentemente di Domenico Bruschi del 1886. Tra i quadri più recenti si segnala il suggestivo dipinto che raffigura il Lago di Tiberiade e impreziosisce la cappella della fonte battesimale nella Concattedrale di Lamezia Terme, progettata da Portoghesi.

La mostra al Museo Capitolare Diocesano di Foligno ha ospitato anche i famosi paesaggi di Frappi, a volte poetici in altri drammatici e tutti densi di rimpianto per un tempo che è stato. L’artista mette in mostra scenari naturali come la Bianca scogliera, il Grande scoglio, Neve a Colfiorito, Bianco Castello fino a Veduta immaginaria del Lago di Corbara. Queste opere ci parlano con profondo afflato poetico della sua Umbria descrivendo, come nota Portoghesi, “lo scenario naturale nella sua bellezza e nella sua eternità, una bellezza alla quale l’uomo ha contribuito per secoli ma che ora non è più alimentata ma contraddetta dalla sua prepotenza distruttiva”. Ed è per questo che non possiamo che essergli grati.

In copertina: a cura di Marta Onali, Luigi Frappi Ritratti simultanei e paesaggi, con testi di Don Giovanni Zampa, Italo Tomassoni e Paolo Portoghesi, Fabrizio Fabbri Editore, Perugia 2022, p. 72 con tutte le immagini a colori € 20,00.