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Ci lasci la poesia, Riccardo Dalisi – di Roberta Melasecca

Ci lasci la poesia, Riccardo Dalisi – di Roberta Melasecca

Autore: Roberta Melasecca
pubblicato il 10 Aprile 2022
nella categoria Incontri di Roberta Melasecca

Non muore con te la poesia, caro Maestro, ora che ci lasci in questi tempi in cui è difficile immaginare il futuro, tu che nei tuoi semi di laboratorio affermavi che “si può tranquillamente parlare di architettura, di design, di arte, di decorazione e, perché no, di poesia partendo da ciò che diciamo “tecnica”, che nient’altro è se non un aspetto saliente, un momento fondamentale di ogni attività umana.” Riccardo Dalisi ci lascia la sua poesia, ci lascia la possibilità di sognare ed immaginare giochi di vita e favole di ora. Ci lascia la consapevolezza che l'architettura può e deve sempre contenere quella dimensione capace di trasformare le società, anche e soprattutto quelle più fragili, quelle che hanno perso i sogni. Ci lascia uno sguardo, quello sguardo che fa vedere oltre le cose che invece contengono, già in stato primordiale, significati inediti in un tempo inedito.  Come affermava Achille Bonito Oliva nel testo “La sensibilità armata” (1977): “Egli ha compiuto l’attraversamento dell’architettura colta, per approdare in un campo in cui le istanze e le spinte sono un nodo inestricabile, in cui la creatività incrocia sempre la lotta per la sopravvivenza, in cui il manufatto architettonico perde la propria splendente impersonalità per assumere la forza soggettiva del calco, del lavoro artigianale.” Dalla Caffettiera napoletana ai progetti per il Rione Traiano, alla Global Tools fino al design ultrapoverissimo i personaggi fantastici, mistici, mitici e sacri di Riccardo Dalisi popolano il nostro immaginario di sempre e ci offrono una speranza: dietro all’inevitabile della vita possiamo sempre sorridere di noi stessi all’interno di uno spazio nostro, umano, natura naturans, dove non esistono i confini, perchè la vita non contempla confini -il confine è solo una tappa, un motivo per essere scavalcato- perchè chi sogna vince. In fondo l’arte è forse un concedersi delle possibilità che adesso non siamo in grado di vedere, una progressione verso un futuro felice.” (Riccardo Dalisi, maggio 2019) [embed]https://youtu.be/yA1UStRiF1M[/embed]

Riccardo Dalisi, un film di Emanuele Piccardo

Biografia Riccardo Dalisi nasce a Potenza il primo maggio del 1931, fino al 2007 ha ricoperto la cattedra di Progettazione Architettonica presso la facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli. Presso la stessa facoltà è stato direttore e docente della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale. Negli anni Settanta, assieme a Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Andrea Branzi e altri, è stato tra i fondatori della Global Tools, contro-scuola di architettura e design che riuniva i gruppi e le persone che in Italia coprivano l’area più avanzata della cosiddetta “architettura radicale” intorno alle riviste “Casabella” e “Spazio e società”. Le opere nate in quegli anni fanno oggi parte delle collezioni permanenti del Centre Pompidou di Parigi, del Frac Centre di Orléans e del museo Madre di Napoli. Da sempre impegnato nel sociale (resta fondamentale l’esperienza del lavoro di quartiere con i bambini del Rione Traiano, con gli anziani della Casa del Popolo di Ponticelli negli anni ’70 e, negli ultimi anni, l’impegno con i giovani del Rione Sanità di Napoli, del Centro territoriale Il Mammuth di Scampia e dell’Istituto penale per i minorenni di Nisida), ha unito ricerca e didattica nel campo dell’architettura e del design accostandosi sempre più all’espressione artistica come via regia della sua vita. Nella sua ricerca espressiva, che spazia nel mitico, nell’arcaico, nel sacro, i materiali poveri (ferro, rame, ottone) sono impiegati con amorevole manualità artigiana. Nel 1981 ha vinto il premio Compasso d’Oro per la ricerca sulla caffettiera napoletana. Negli ultimi trent’anni anni si è dedicato intensamente alla creazione di un rapporto sempre più articolato e fecondo tra la ricerca universitaria, l’architettura, il design, la scultura, la pittura, l’arte e l’artigianato, mantenendo al centro la finalità di uno sviluppo umano attraverso il dialogo e il potenziale di creatività che ne sprigiona. Nel 2009, dopo lunga ricerca preparatoria, ha presentato, in collaborazione con la Triennale di Milano e la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, la prima edizione del Premio Compasso di Latta, iniziativa per una nuova ricerca nel campo del design nel segno del sostegno umano, della eco-compatibilità e della decrescita. Nel 2014 ha vinto il secondo Compasso d’Oro per il suo impegno nel sociale. Mostre dedicate alla sua attività di architetto, di designer, di scultore e di pittore sono state allestite alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, al Museo di Denver, al MoMA di New York, alla Biennale di Chicago, al Museo di Copenaghen, al Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, al Museo di Düsseldorf, alla Fondazione Cartier di Parigi, alla Pasinger Fabrik di Monaco, al Tabakmuseum di Vienna, alla Zitadelle Spandau di Berlino, a Palazzo Reale di Napoli, a Palazzo Pitti a Firenze, alla Basilica Palladiana di Vicenza, alla Galleria di Lucio Amelio Napoli, al Castel dell’Ovo di Napoli, al Chiostro monumentale di Santa Chiara a Napoli, alla Reggia di Caserta. Lascia questo mondo il 9 aprile 2022.  In copertina: Riccardo Dalisi, Senza titolo, dalla mostra Riccardo Dalisi, Forma Intervallo Spazio, Centro Trevi Bolzano 2021