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Miami: ponte tra culture – di Antonio Tursi

Miami: ponte tra culture – di Antonio Tursi

Autore: Antonio Tursi
pubblicato il 13 Marzo 2022
nella categoria Parole

Incontri patinati

I turisti che si ritrovano a Miami provengono da tutto il mondo. Sicuramente al sole della Florida si abbronzano numerosi nordamericani che spendono qui le vacanze o le pensioni. Ma ci sono anche tanti immigrati dall’America latina che turisti forse non sono, ma che si innestano nei servizi necessari al turismo. Tanti europei che cercano il mare in inverno. Così come molte ragazze dell’Europa orientale e in particolare dell’ex Unione Sovietica che tentano il brillante sogno americano. Un mondo cosmopolita, di epidermidi diverse, di costumi smaglianti, di tatuaggi tribali si ritrova così sulle spiagge di Miami Beach. È un mondo che sogna la brillantezza del sole quanto dell’argent. Miami, infatti, è una città costosa nei suoi stili di vita. I divertimenti non mancano: le occasioni per fare sport sono numerose; i ristoranti, da quelli etnici a quelli fusion a quelli assai glamour, sono vivaci; le feste a bordo piscina vanno avanti interrottamente il giorno in costume, la sera in mise casual; le auto di lusso continuano a sfrecciare e a potersi noleggiare; così come si noleggiano i motoscafi per più riservati tuffi; la probabilità di incrociare personaggi famosi è alta. Di fatto, si tratta di un turismo di lusso che attrae fasce facoltose di globetrotter e che si rivolge a loro in termini di servizi e occasioni di svago.

Questo turismo si incrocia una presenza di immigrati, non solo cubani, con livelli di ricchezza,  istruzione e cultura decisamente più alti rispetto all’immagine stereotipata dell’immigrato latinoamericano che scappa da situazioni difficili. Molto spesso si tratta di professionisti e manager che si trasferiscono in questa città per dare sostanza alle funzioni globali concentrate a Miami. Una fascia di residenti che unita ai turisti di lusso ha spinto l’artista brasiliano Romero Britto ad aprire più di una galleria nella sola pedonale Lincoln Road. Il mercato dell’arte è ormai uno degli indicatori più accurati delle tendenze urbane.

“L’élite di Miami si presenta come un insieme cosmopolita, eterogeneo. Alla maggior parte degli americani, Miami sembra un luogo «straniero»: difficile capire e dire dove si collochi. È probabilmente per questo che Miami anticipa la tendenza, offrendo uno scorcio del futuro urbano”, segnala Jan Nijman, direttore del dipartimento di Studi urbani della locale università.

A Miami ci si diverte soprattutto per questo. Non tanto per le varie e specifiche forme di divertimento a disposizione. A disposizione, naturalmente, di chi ha le necessarie risorse economiche. Quanto, soprattutto, per questa possibilità di assaggiare una globalizzazione concentrata. Un assaggio, per di più, mixato ai sostenuti ritmi latinos. Un assaggio, dunque, di una dimensione culturale, capace di svilupparsi anche oltre la dimensione strettamente economica. Infatti, a Miami la globalizzazione, sfrenata e foriera di diseguaglianze crescenti, permette allo stesso tempo incontri ravvicinati tra diversi. Incontri che costruiscono una cultura che tesse la trama di elementi stilistici omogeneizzanti e l’ordito di peculiarità tropicali irriducibili. Una cultura del mix in cui ognuno può trovare e dipanare il suo filo.

Si ha, però, come l’impressione che questa esperienza di-vertente sia per lo più un’esperienza di transito. Miami pare permettere a ognuno il passaggio ma, nello stesso tempo, per quasi tutti si tratta appunto solo di passaggio, di transitorietà. Per il turista potrebbe essere un passaggio ripetuto nel tempo, ma a lui è propria l’impermanenza. I top manager sono di passaggio nelle loro funzioni (proprio ciò, del resto, li distingue dagli impiegati) e sempre più spesso nelle loro aziende, figurarsi in una qualche città. Chi approda a Miami per inseguire il sogno americano pare poi proiettarsi quasi naturalmente a New York o addirittura verso gli studios hollywoodiani. Persino i pensionati sono di passaggio in queste spiagge: verso destinazioni ultraterrene. Questa fauna variopinta configura Miami come una divertente città di incontri globali ma di incontri transitori. Nel mondo globalizzato che l’ha promossa a protagonista, a Miami anche quelli umani, come quelli economici, restano flussi in transito. Flussi in entrata e in uscita. Di-vertimenti globali ma fuggitivi. [3/3 fine]