presS/Tletter

presS/Tletter

Architettura sospesa – recensione di Mario Pisani

Architettura sospesa – recensione di Mario Pisani

Autore: redazione
pubblicato il 2 Marzo 2022
nella categoria Recensioni Testi

Particolarmente indovinata la copertina del volume. Per quel bagno nel colore verde che allude al desiderio di un’oasi serena e riposante. Per la sfilata delle immagini, pronte a cogliere l’attenzione e fermare lo sguardo, grazie alla forza dell’invenzione. Scorrono come i fotogrammi di un film. Sono quelle più significative dei sessantasei progetti presentati al concorso. Organizzato con lo stesso titolo, dischiude inediti scenari. Ci parla di un possibile futuro dove l’uomo convive sapientemente con la natura. Quasi da contrappunto una icona proveniente da un altro tempo. Tratta dal notevole testo di Roberta Martufi. Traccia la storia di questa particolare tipologia, nata per lo svago e lo stimolo alla fantasia. E annuncia la prossima pubblicazione di un volume da non perdere: Abitare gli alberi. Dall’imperatore Caligola a Sir Thomas Lipton.

La competizione è stata bandita dagli Ordini degli Architetti di Pesaro e Urbino, di Rimini e di San Marino, con il patrocinio dell’IN/ARCH e di Topscape, la rivista dedicata al progetto del paesaggio contemporaneo. L’idea scaturisce dal dialogo e confronto tra queste diverse realtà. Nei tristi mesi segnati dalla pandemia che ha complito un alto numero di vittime.

Nasce perché, come spiega Alessandro Ceccarelli, convinti che spetti a noi architetti gettare avanti, progettare nuovi possibili scenari futuri …quanto più la morte brutta ci assediava, tanto più abbiamo cominciato a sognare di trasformarla in bellezza. Ce lo ricorda Melania Mazzucco, nelle pagine di L’architettrice.

L’idea di mettere a punto uno spazio dove abitare, davvero poeticamente, sospesi tra il suolo e le stelle, crea un intimo rapporto con la madre terra. Quella piccola cellula ci mostra il cambiamento dei colori nelle stagioni, ci permette di cogliere gli odori che abbiamo perduto nel caos della città, come i suoni degli animali e delle piante al frusciare del vento. In essa si può ritrovare ciò che abbiamo smarrito in questa corsa spasmodica verso il nulla che chiamiamo vita.

Nel compilare la graduatoria e la scelta del vincitore va segnalato il metodo utilizzato. L’invio dei progetti ai membri della giuria che individualmente hanno formato una proprio graduatoria. La somma dei cinque giudizi ha permesso di formulare quella finale.

Le soluzioni proposte, come rileva Novella Cappelleti, si fanno “ghianda” o “culla” o “rifugio” o “abbraccio” o ancora “nido” per un Robinson Crusoe contemporaneo e moderno che guarda con gli occhi di un tecnologico presente il fascino irresistibile di una vita tra le cime. Con tale spirito viene premiata la proposta di Maurizio Angelillis e Massimiliano Ciccotti che progettano uno spazio minimo ispirato al nido, alle ali di una falena, al ritorno delle lucciole, con un ex aequo a Fabio Fabbri per la sua forma archetipa che permette alla natura di “entrare nell’architettura”. Da segnalare le belle proposte di Silvia Bonsi con il suo bozzolo, di Alessandro Feudo per l’attacco al tronco.

Ed ancora il rifugio tra cielo e terra, architettura organica e molte altre.

In copertina: AA.VV. Architettura sospesa, Paysage Editore, Milano 2021, p. 176 interamente a colori, €35,00.