presS/Tletter

presS/Tletter

Viaggio al termine dell’architettura moderna – di Marco Ermentini

Viaggio al termine dell’architettura moderna – di Marco Ermentini

Autore: Marco Ermentini
pubblicato il 13/01/2022
nella categoria Farmacia di Marco Ermentini

Ormai l’abbiamo capito: il nostro nuovo destino si snoda tra incertezza, vulnerabilità e materialità. Le utopie architettoniche del movimento moderno si sono concentrate sulla libertà e sull’uguaglianza mentre la vera promessa mancata è rimasta la fraternità. L’attuale policrisi non è uno scherzo, sembra proprio una crisi di civiltà a cui la pandemia ha dato il colpo finale. Oggi, per la prima volta nella storia umana, ci accorgiamo di essere tutti sulla stessa barca. Non possiamo continuare a operare con un pensiero che ci separa del mondo; la divisione tra la storia umana e naturale è finita per sempre. Questa situazione ha enormi implicazioni nell’essenza stessa dell’architettura e nel modo di abitare la terra. I nostri radicamenti concreti in una città, in una regione, in una nazione devono integrarsi in un radicamento più profondo nella comunità terrestre. Dobbiamo usare il pensiero complesso e pensare insieme collegando l’uno al molteplice, l’universale al singolare, il locale al globale. Tutto è connesso, in relazione e ibrido nella realtà. Ormai un bel progetto, anche se delizioso, non può essere smemorato: cambiano proprio i parametri di giudizio. Così, come ci suggerisce il prezioso libro di Mauro Ceruti e Francesco Bellusci, Il secolo della Fraternità, il tempo della complessità può essere il tempo della fraternità che vuole dire cura di sé, del mondo è degli altri viventi. Forse è proprio dall’architettura, una disciplina tra le poche che si occupano di tutto, che potrà venire il necessario cambiamento per sfociare in una nuova alba. È ancora tempo per plasmare un futuro in cui la natura umana e quella non umana prosperino insieme per millenni. Datemi retta, per il nuovo anno seguiamo il più rivoluzionario pensatore vivente, Papa Francesco: “Se scegliamo la fraternità e perdiamo, non perdiamo niente. Ma se vinciamo vinciamo tutto!”