“Sulla composizione architettonica e urbana” – recensione di Mario Pisani

Non avviene di frequente di ricevere un testo elaborato da un docente e destinato agli studenti che si iscrivono alla facoltà di architettura. Un agile libretto che mostra fin dalle prime righe la vocazione a trasmette i principi fondativi di come si progetta un edificio o un brano di città nel tempo presente.

I maestri preferiscono affrontare i massimi sistemi piuttosto che far conoscere i primi rudimenti di un mestiere che Giovanni Michelucci ha definito il più felice del mondo. Lo fa con tatto e delicatezza Giancarlo Priori, formato alla scuola di Portoghesi oggi professore in uno snodo chiave nel percorso didattico e formativo: quello della Composizione architettonica e urbana, a Napoli, alla Federico II.

La prima questione che viene spontaneo affrontare, perché compare tra le prime righe della presentazione del volume, se è poi vero che il docente deve prescindere, in ciò che trasmette agli studenti, dalla scuola in cui si è formato o cui appartiene. Sappiamo che così non è. A Napoli, come in altre facoltà, il pensiero e la metodologia di approccio al progetto, fin dagli anni Settanta: dal pensiero di Rossi e Gregotti, da Natalini a Sacripanti a Purini, da Pagliara a Loris Rossi a Pica Ciamarra, giunge fino ai giorni nostri. Con loro si sviluppa il confronto tra le varie scuole e si manifestano nuove metodologie d’approccio. Giunge di recente l’osservazione ai luoghi interpretati come palinsesti sui quali continuare la scrittura. Ed ancora l’attenzione ai cambiamenti nel modo di vivere e di abitare, e si propongono risposte inedite ai nuovi bisogni.

Un punto importante nel volume è rappresentato dal riferimenti alla storia, troppo spesso sottovalutata, se non ridotta ai margini nei corsi di edile architettura perché, per dirlo con una frase illuminante di Louis Khan, il futuro ha un cuore antico. A volte si propone invece la politica della tabula rasa: costruire la casa su Marte o nel deserto e la continua ricerca del nuovo fine a se stesso, rimuovendo tutto ciò che proviene dal passato. Al contrario le città rappresentano  stratificazioni succedute nel corso del tempo. In esse svettano le emergenze architettoniche testimoni dello scorrere del tempo e del mutare del gusto e dei materiali, immagini che si sedimentano nell’immaginario collettivo degli abitanti e formano i loro ricordi. E’ quindi assai utile, per comprendere l’oggi,  la rapida carrellata nella storia dell’architettura che dagli esordi nel Novecento giunge ai nostri giorni. Mette in rapporto gli studenti, fin da subito, con ciò che è avvenuto di recente, senza attendere i cicli tradizionali. Del resto negli anni di nascita delle facoltà d’architettura esisteva un corso chiamato Architettura d’oggi proprio al primo anno d’insegnamento.

Il volume affronta anche la questione della permanenza e dell’innovazione evocando ciò che Purini scrive nel suo testo: “Non si costruisce su superfici astratte, prive di segni, su una tabula rasa. Comporre un edificio comporta un dialogo serrato e prolungato che acquista a volte i caratteri di un confronto antagonistico, con una serie di preesistenze che entrano nella composizione determinandone in maniera sensibile gli esiti”.

Anche altri sono gli argomenti evidenziati come il rapporto tra l’interno e l’esterno, la materia e la luce, la simmetria e il suo contrario per ragionare sulla percezione e concludere su come imparare l’architettura e un’utile bibliografia. L’auspicio è che gli studenti tornino ad acquistare i libri dopo la lunga pausa passata a fare fotocopie da buttare terminato l’esame o credendo che internet sia  l’unica fonte del sapere.

In copertina: Giancarlo Priori, Sulla composizione architettonica e urbana, Nuova serie architettura Franco Angeli Editore, Milano 2021, p. 132 con alcune immagini a colori, €19,00.

 

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