Rallentare? – di Marco Ermentini

Si dovrebbe progettare solo quando si sente l’amore per le cose. Non per se stessi ma per qualcosa d’altro.  Così per cercare di acquistare il senso della materia nelle mani (come suggerisce Wright) conviene procedere con poche certezze e molti dubbi: fare il meno possibile in modo intelligente e molta lentezza. Rinnovando una confidenza con gli edifici  e con il mondo limitando le risorse ed evitando gli sprechi. Certo: occorre rinunciare a qualcosa. In realtà, travolti dalla fretta quotidiana, non ce ne accorgiamo, ma siamo al capolinea della crescita perpetua. La stasi non vuole dire inattività ma solo un cambiamento molto meno rapido. Rallentamento significa mettere in discussione tutto quello che i nostri nonni non avevano fatto per la fretta. Significa merci che durano più a lungo e meno sprechi. Risultato: faremo cose che abbiamo sempre fatto e facevamo molto prima che iniziasse la grande accelerazione.

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