#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – NOVEMBRE 1971 – di Arcangelo Di Cesare

Nel mese di novembre 1971 vengono presentate alcuni progetti di una coppia di architetti bergamaschi; opere capaci di rifiutare la dissipazione dei grandi valori acquisiti attraverso il movimento moderno e di accogliere gli etimi dei maestri, intrecciandoli e sviluppandoli, per radicarli nelle specifiche situazioni ambientali in cui operavano.

Molto modestamente definirono la loro produzione, negli anni e a qualsiasi scala, come un lavoro di “Bottega” che, con tenacia e coerenza, diede vita a progetti dotati di un grande vigore artistico e capaci di non interpretare passivamente le esigenze della committenza.

Fedeli al loro credo: “In architettura, si sa, non si inventa nulla: si scopre e si applica.”, fondarono tutta loro produzione sull’esperienza concreta, manuale e sensoriale, ispirata alla scultura e alla natura, ma anche sui processi produttivi derivanti dal mondo dell’artigianato e dell’industria.

Il loro studio era popolato di pietre, legni, vetri e campionature di materiali che venivano raccolti nell’attesa di essere utilizzati come modello o come ispirazione quando ne sorgesse l’opportunità.

Sarà Zevi, nel 1980, in contemporanea con la presentazione della mostra che documentava il loro lavoro, a legittimare quella “Bottega” molto particolare, capace, nell’ambito di una notevolissima flessibilità di approccio e metodo, di avere una grande forza comunicativa e poetica che, a suo modo di vedere, doveva e poteva assumere un rilevante valore etico e didattico.

Come suo costume battezzò 3 elementi caratteristici del lavoro: 1-Rottura dell’opprimente scatola edilizia in cui si sclerotizzano gli spazi, 2-Ricerca di forme libere, profili spezzati, asimmetrie e dissonanze 3- Definizione di sezioni capaci di determinare percorsi e fluidità.

Questo era il mondo degli Architetti Francesco Ginoulhiac e Teresa Ginoulhiac Arslan, due valenti professionisti che abbiamo l’obbligo di ricordare e che forse molti ricorderanno per aver studiato sui loro libri di testo per le scuole superiori.

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