0.8 Il mistero secondo Cattelan – di Angelo Massimo Gulino

Finalmente sono dentro.
Lascio il bistrot alla mia destra e pochi passi dopo l’Info Point rosso sono libero di entrare alle due mostre presentate nel grandioso spazio Pirelli HangarBicocca, periferia Nord di Milano. Sposto la tenda nera per oltrepassare la prima mostra e raggiungere il cuore buio della struttura espositiva denominato la Piazza che segna l’inizio del percorso espositivo.


Cammino piano, rallentato dal silenzio cattedrale e contemporaneamente ascolto il mio respiro mischiarsi all’oscurità. Laggiù l’artista ha posizionato la scultura Breath (respiro): due figure sdraiate a terra nell’atto di dormire sembrano emanare una chiara luce bianca. E’ marmo di Carrara.
La prima figura di spalle è quella di un giovane uomo che raccolto in posizione fetale, dorme. Anche il cane al suo fianco sta dormendo. La luce che si diffonde dai due corpi ci fa credere che sono vivi, respirano e forse sognano. L’opera d’arte cerca di trasmettere calma nel visitatore, un atto d’amore verso tutte le donne e gli uomini ancora schoccati dalla drammatica pandemia.

Riprende il cammino all’interno di Ghosts (fantasmi) la seconda parte di questo progetto artistico. La Navata alta 30 metri è popolata da migliaia di piccioni in tassidermia distribuiti sulle grandi strutture in ferro che compongono l’architettura industriale degli storici stabilimenti Breda ed Ansaldo. E’ sicuramente il senso di straniamento che accompagna il passaggio tra questi piccoli animali che siamo abituati ad incontrare all’esterno, tra le vie delle nostre città.

       

E ancora una volta è la luce ad attirare la nostra attenzione verso Blind (Cieco) la terza opera dalle dimensioni monumentali posta all’interno dell’ampio spazio del Cubo. Trovarsi di fronte a questo monolito nero sormontato e trafitto dalla sagoma di un aereo, ci rimanda inevitabilmente alla tragedia dell’11 Settembre. Ma c’è una cosa che attira la mia attenzione ed è un gruppetto di piccioni appostati lungo la ringhiera del ballatoio superiore del Cubo. Sembra uno di quei messaggi nascosti che certi pittori a volte lasciavano all’interno delle proprie opere. In questo caso si tratta di sei piccioni neri da una parte, sei dall’altra e al centro un piccione o forse una colomba bianca, eterno richiamo all’antica simbologia cristiana. Credo che Maurizio Cattelan possiede qualcosa di raro nella vita ed è il MISTERO e insieme il dono di trasferire il mistero all’interno delle sue opere.

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