“Palermo Biografia progettuale di una città aumentata” – recensione di Mario Pisani

Quando ho chiesto a Maurizio Carta la copia del suo libro su Palermo, “una città indifferente a tutto, soprattutto a se stessa”, come dice Enrico del Mercato, non mi aspettavo il volume che è arrivato. In grande formato, oltrepassa le 800 pagine. Impreziosito da magnifiche immagini che tracciano un ritratto inedito della città. Permette di comprendere tratti della sua storia, l’attualità, e prospetta un futuro possibile. Per mettere a punto tutto ciò è ricorso ad un lungo elenco di collaboratori: intellettuali, docenti della facoltà, giornalisti, animatori culturali. 66 personaggi che riempiono le due fitte pagine finali.

Ma andiamo per ordine.

Chi è Maurizio Carta? Forse qualcuno dei miei pochi lettori ricorderà la segnalazione del volume sulle città aumentate. Luoghi in grado di ascoltare e percepire in tempo reale i problemi degli abitanti e dell’ambiente. Città aperte che stimolano l’alleanza tra la dimensione civica e quella tecnologica. Intelligenti, per mettere a punto ecosistemi capaci di generare hardware. Produttive e innovative per incentivare la ripresa e ricollocare le imprese manifatture tradizionali.  Attente alla creatività urbana come la street art e in grado di riciclare. Resilienti, fluide, reticolari. Infine strategiche nelle decisioni e nelle azioni.

Di se stesso scrive: “Amo l’urbanistica, ho con essa un rapporto carnale prima che mentale, la sento scorrere nelle vene e ampliare il mio sguardo, permea il mio pensiero, rende più acuto il mio occhio e giusto il mio agire sociale. Ho sempre creduto – figlio orgoglioso di urbanista – che l’urbanistica per agire nel dominio collettivo debba produrre esiti concreti sulla qualità della vita”.  Il volume in questione ne è una dimostrazione. Lo si deve all’ampio e variegato numero di analisi, una radiografia dei luoghi che produce puntuali proposte. Dal porto al waterfront, una delle componenti dell’identità urbana. Dal centro storico, con tracce della città araba che nella Balarm islamica diedero luogo alla straordinaria organizzazione idrica della città sotterranea a quella normanna. E via via fino ad oggi. Dai quartieri periferici alle aree marginali, senza tralasciare gli orti e i giardini. La famosa “Conca d’Oro” che evoca l’immagine di un paradiso terrestre. La suggerisce Giuseppe Barbera: “Trecento generazioni di agricoltori hanno adattato i frutteti a giardini, protetti da una corona di montagne che preservano il clima e che hanno indotto Fernand Braudel a usare l’aggettivo paradisiaco per descrivere il paesaggio palermitano. Il tutto affrescato da Pucci Scafidi che interpreta Palermo come “un’immensa giostra, mia musa ispiratrice, … un caos ordinato, odora di profumi misti tra aglio e cipolla, ti ipnotizza per la sua bellezza, ti disorienta ed incuriosisce per la sua storia, e poi c’è il mare che entra dalla città vecchia sino ad arrivare a Mondello”.

I risultati, oltre a fornire utili indicazioni sul futuro della città, indicano un modello da applicare in altre città d’Italia che possono mettere a frutto le indicazioni scaturite dal lavoro nelle aule e sul campo, e finalmente legare lo studio al territorio. La chiave? La individua Francesco Giambrone. “Ora bisogna essere disponibili a liberare la città dalla nostalgica contemplazione di sé e del suo passato. Innovare, osare, provocate”. A questo proposito il ruolo dell’università. Le Open University, agenzie di sviluppo in grado di ascoltare gli utenti e fornire risposte. Trasformare le risorse materiali e umane disponibili per le opportunità di crescita, cogliendo l’occasione del nuovo European Bauhaus e rendere attuale l’antica formula del Creando Pensamus “pensiamo attraverso il fare”.

Esiste già un giudizio su questo lavoro. Lo ha compilato Jane Jacobs quando scrive nel 1961 “questo libro è un attacco contro gli attuali metodi di pianificazione e ristrutturazione urbanistica. E’ inoltre, e soprattutto, un tentativo di introdurre in questi metodi nuovi principi, diversi e addirittura opposti a quelli che oggi vengono insegnati dappertutto, nelle scuole di architettura e urbanistica”. Impossibile contraddirla.

In copertina: Palermo Biografia progettuale di una città aumentata, Atlante Agenda Prototipi, a cura di Maurizio Carta, Lettera 22 edizioni, Siracusa 2021, p.818,€ 75,00.

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