“All’antica Una maniera di esistere” – recensione di Mario Pisani

A volte mi chiedo cosa ci induce ad acquistare un libro. Qual è la motivazione se, in particolare, non si conosce l’autore e neppure l’argomento.
Perché lo preferiamo rispetto ai tanti che troviamo allineati sui ripiani delle librerie?
In questo caso concorrono una serie di fattori. In primis l’immagine in copertina. Opera di Antonio Donghi. Quella Donna al caffè, avvolta nel realismo magico che con il suo silenzio sembra ci parli. Segue quel All’antica che, con la scritta in rosso, richiama l’attenzione evocando tempi passati, infine il formato. Realmente tascabile, che facilita la lettura.
Sfogliando le prime pagine l’esergo di Baricco conferma la scelta. Recita: “Non ci perderemo mai veramente fino a quando terremo dei libri in mano. Non tanto per quello che raccontano. Per come sono fatti. Non hanno link. Sono lenti. Sono silenziosi. Sono lineari, procedono da sinistra a destra, dall’alto al basso. Non danno un punteggio. Iniziano e finiscono. Finché sapremo usarli saremo umani ancora”.
Già, ancora umani.
A confortarci nella scelta quella sfilata di immagini seducenti che risalgono ad un altro secolo. Icone aggraziate che vanno oltre il tempo. Selezionate, per dirlo con l’autore, “per il silenzio che le avvolge”, la postura, l’aspetto composto. Ed ancora, con Berenson, l’incanto esistenziale.
L’autore, già docente di filosofia dell’educazione a Milano Bicocca, ci ha donato altri volumi come Filosofia del camminare (2005), La religiosità della terra (2013), Ingratitudine (2016). Qui affronta il tema dell’antico, ciò che declina ma non muore mai. Non ci abbandona, permettendoci di vivere il nostro tempo con maggiore apertura e accortezza.
Ci ricorda ciò che siamo, da dove veniamo, chi sono i nostri progenitori e cosa dobbiamo a coloro che abitano “da qualche parte nei nostri corpi, nel sangue, in qualche movenza, in ossessioni e manie che in vecchiaia compaiono nei gesti, nelle miopie, nelle sordità”.
Perché consigliarlo agli architetti?
Ce lo spiega Marco Martella nella citazione che troviamo nel suo Tornare al giardino. Scrive: Ogni giorno, intorno a noi, scompaiono dei luoghi. Angoli di mondo creati dall’uomo e dalla natura, carichi di un senso che indoviniamo senza mai comprenderlo del tutto, ma dotati di un carattere, di una voce propria: un frutteto che appare tra un campo di mais, protetto da una staccionata; una chiesa in cui nessuno viene più a pregare; il muro di un cortile di periferia su cui si arrampica un rosaio …
Possiamo ritardare lo scempio che quotidianamente si compie sotto i nostri occhi ?
Forse anche per questa missione occorre leggere e meditare testi come questo, ringraziando l’autore.

In copertina: Duccio Demetrio, All’antica Una maniera di esistere, Raffaello Cortina Editore, Milano 2021, p. 320 con numerose immagini a colori, €19,00.

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