“Europa sotto i Monti Asterousia” – recensione di Mario Pisani

L’autore, progettista dalla mano felice, ispettore MiBACT prima alla Soprintendenza Monumenti di Venezia e quindi a Roma, si è dedicato con validi risultati al restauro dei monumenti, del paesaggio archeologico e delle trasformazioni urbane. Lo ha fatto con passione e continua a farlo sia in Italia che all’estero. Vale la pena rammentare i suoi interventi più significativi come il disegno Forma Urbis Romae e quello sul Disco di Festo a Lentas.
Oggi ci dona questo piccolo ma intenso testo, impreziosito dalla puntuale presentazione di Marcello Sèstito, curatore dell’intera collana. Un agile libretto che ci introduce negli arcani individuati da Meogrossi. Il Virgilio che guida il nostro viaggio a riveder le stelle, sepolto nella memoria ancestrale, è rappresentato dalla doppia ascia. Labrys dal doppio fendente. Arma e risorsa analizzata attentamente in tutti i suoi possibili risvolti. Messa a punto e adoperata per le esplorazioni nell’immaginario dell’archeologia.
Si tratta infatti di uno strumento che separa e unisce, e lo fa sia nello spazio che nel tempo. Il fine? quello di riesumare saperi dimenticati sotto l’accumulo delle tracce lasciate dai secoli trascorsi e mostrarli al lettore come flash improvvisi, una sorta di fuochi d’artificio dell’ingegno che interrompono la serena calma nella notte dell’ignoranza. La miccia per questo gioco pirotecnico è fornita dall’incipit di Anassimandro. Ricorda: “Le cose si trasformano l’una nell’altra in base alle necessità che rendono giustizia secondo l’ordine del tempo”.
Il percorso compiuto dall’autore si precisa attraverso tre diverse chiavi di lettura: il testo che mescola la conoscenza dei luoghi con miti e leggende per giungere ad un risultato dal sapore inedito, quello che tocca il cuore delle cose e rappresentano il vero incipit da cui ricominciare a tessere la tela.
Vi sono poi le note a piè di pagina, grimaldelli per mettere in crisi il sapere accademico consolidato, aprendo ad altri possibili percorsi. “La bella Europa, sorella del principe Cadmo, messaggero della nuova lingua (Lineare A) arrivata a Creta dall’oriente porta al collo il gioiello delle Tre Api con al suo interno Maia, la regina delle Pleiadi che ha guidato il viaggio e l’approdo a Creta.”
Infine i disegni, che dischiudono paesaggi onirici di grande fascino, dove perdersi, come nei sogni, consapevoli che il mestiere del flaneur ed i suoi vagabondaggi rappresenta un’arte tutta da imparare.
Del resto cosa testimonia il percorso che compie la principessa Europa, dai monti di Asterousia, in groppa al Toro Bianco, per giungere fino a noi se non l’eterno pellegrinare dal mito alla storia per giungere alla conoscenza? Meogrossi ne è ben consapevole e proprio i suoi disegni, quello del mitico approdo di Zeus (2006), Il promontorio di Capo Leon a Lentas (2010), Presenza a Creta della Grande Madre Rhea tra terra e cielo (1998) rappresentano la sintesi inaspettata per dischiudere nuovi possibili scenari.

In copertina: Piero Meogrossi, Europa sotto i Monti Asterousia, Timía Edizioni, Roma 2020, p. 96, con numerosi disegni in b. e n. e a colori, €. 22,00.

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