ERDOGAN VUOL COLLEGARE IL MAR DI MARMARA AL MAR NERO CON “KANAL ISTANBUL” – di Alessandra Muntoni

Un megaprogetto dovrebbe trasformare la punta dell’Europa che si collega all’Asia in un’isola che dalla parte del Bosforo conserva la città di Istanbul, e dall’altra costruirebbe un canale che collega i laghi di Kükçekmece Gōlü e Sazlidere Baraji, già uniti dal corso del Sazlidere. Il nuovo passaggio navigabile tra le acque del Mediterraneo e quelle del Mar Nero avrà due porti agli imbocchi dei due mari, in mezzo una città di 500.000 abitanti, mentre otto ponti ne attraverseranno le rive.
Il progetto del Kanal Istanbul, voluto da Erdogan, “profondo 25 metri, largo 360 metri in superficie e 275 sul fondo, avrà una capacità di circa 160 transiti navali giornalieri”, spiega Giovanna Visco su «Shipping Magazine» (10 maggio 2021), prevede un investimento di 9 miliardi di dollari e avrebbe lo scopo di decongestionare lo stretto del Bosforo attraversato da ben 40.000 navi all’anno. Viene dunque lanciato come un grande affare, che garantirebbe un cospicuo introito per i pedaggi e l’occasione di notevoli investimenti edilizi nella nuova città, nei ponti, nei porti, nella relativa rete dei trasporti di terra, con un ingente numero di nuovi posti di lavoro. Ma soprattutto, sottolinea Visco, “Kanal Istanbul” ha una valenza geopolitica, in quanto la Turchia intende tenere il nuovo canale, a differenza del Bosforo, fuori dalla Convenzione di Montreux (1936), consentendone l’attraversamento anche alle navi da guerra, offrendo così “alle marine militari Nato la possibilità di esercitare pressing sulla Crimea, annessa dalla Russia nel 2014”.
Le contestazioni esterne sono molte, anche rispetto agli effetti disastrosi sull’ambiente il cui equilibrio naturale verrebbe irreversibilmente alterato. Proprio per evitarli, il progetto prevede la “realizzazione di 4,67 milioni di mq di foreste e 86,7 mq di parchi e spazi verdi attrezzati”, e ha così ricevuto il benestare del Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Urbano turco. Anche nella Turchia, però, si registra un dissenso dovuto in particolare agli ambienti della marina turca.
I grandi progetti di ingegneria e architettura, talvolta magnifici, non sono mai neutrali e sarebbe ingenuo pensare che trasformino l’ambiente soltanto allo scopo di migliorare la vita degli abitanti: essi creano mutamenti decisivi nell’economia e nella politica. Il «Corriere della Sera» ha parlato, a questo proposito, di “folle progetto di Erdogan”. Dovremo seguire con attenzione questo progetto, dunque, tenendo conto di tutti gli scenari di tensione e di guerra che esso muove, senza lasciarci influenzare dalla sua indiscutibile spettacolarità, che fa tornare alla nostra memoria la mossa di Costantino, il quale nel 330 d.C. spostò proprio a Bisanzio la nuova capitale dell’Impero Romano d’Oriente, trasformandola radicalmente e cambiandole il nome in Costantinopoli, Istanbul dopo la conquista musulmana del 1453.

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