Animali, dalla Preistoria alla Costituzione – di Alessandra Muntoni

Paola Mastrocola ci rende noto (“la Repubblica, 21 maggio 2021) che gli animali saranno tutelati per legge e che i loro diritti sono ormai iscritti nella Costituzione Italiana. La scrittrice, sempre sorridente e garbata disegnatrice-narratrice di storie di animali, ha seguito di recente la vicenda dell’Orso M49. La grande bestia si aggirava nel Trentino razziando animali e avvicinandosi pericolosamente all’abitato degli umani; più volte catturato e imprigionato, è riuscito a scappare dimostrando la sua esigenza di libertà. Da sempre ho amato gli orsi, dei quali ho avuto in dono da bambina, dopo una grave malattia, un esemplare minuscolo in peluche, coi piedi e le orecchie di velluto − Chiotto il suo nome − che a un certo punto scomparve né ho potuto mai più ritrovarlo. Poi è venuto un altro dono condiviso con mia sorella Ludovica, il magnifico libro di Dino Buzzati La famosa invasione degli orsi in Sicilia (1945), letto e riletto mille volte. Ora sta in un posto d’onore nella mia libreria e ne ricordo a memoria le vicende, i personaggi, i disegni, le filastrocche. 

Cosa ci spiega Mastrocola? Che “gli animali sono un mistero”, ma che con loro si può parlare con un linguaggio muto, guardandoli negli occhi e poi salutandoli sempre in silenzio quando il colloquio è finito. Frequentare gli animali, secondo lei, “ci riporta alle origini, quando l’uomo non sapeva cosa fosse un tuono e pensava alla voce di un dio”. Oggi che il mistero è meno incombente nella vita quotidiana, gli animali potrebbero aprire un varco di grande importanza nella nostra conoscenza e farci inoltrare nell’ignoto.

Ce lo aveva spiegato qualche anno fa, più dottamente ma con grande fascino, Roberto Calasso nel suo coinvolgente volume Il Cacciatore celeste (2016). Iniziando proprio dall’Orso, quell’Orso disegnato nelle caverne durante la preistoria, descrivendo la sua caccia, possibile soltanto mascherandosi da Orso. “Perché tanta esitazione prima di intraprendere la caccia all’Orso?” si chiede Calasso e replica: “perché l’Orso potrebbe anche essere un Uomo”. L’Orso conosceva tutti gli eventi del mondo, udiva tutto quello che si diceva di lui, anche se dormiva. L’Orso era prezioso, era un Dio, cacciarlo era pericolosissimo e insieme obbligatorio. Il cucciolo d’Orso, catturato dall’uomo, veniva allattato dalla moglie del cacciatore che gli diceva: “O tu divino, tu sei stato mandato nel mondo perché noi ti cacciassimo. O tu, preziosa piccola divinità, noi ti adoriamo, ascolta la nostra preghiera: «Ti abbiamo nutrito e ti abbiamo allevato con tante pene, perché ti amiamo. Ora che sei diventato grande stiamo per mandarti da tuo padre e tua madre. Quando giungerai a loro, parla bene di noi e digli quanto siamo stati gentili. Per favore, torna da noi e noi ti sacrificheremo». Poi lo uccidevano”.

Possiamo ritrovare in queste antichissime credenze quella simbiosi uomo-animale della quale sono intessute tutte le religioni arcaiche. Dei con la testa di sciacallo, di uccello, di toro e viceversa leoni e tori con la testa umana. Le metamorfosi di uomini e donne che si trasformano in animali riempiono tutta la mitologia greca e romana. Molto altro possiamo intravederci, legato a religioni più recenti basate sul sacrificio. Se qualcuno di voi regalerà un orsetto a suo figlio, a suo nipote, al figlio o alla figlia di un amico, si ricordi di queste implicazioni. 

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