Massimiliano e Doriana Fuksas La Nuvola Nuovo centro Congressi Roma-Eur – recensione di Mario Pisani

L’aver scelto la Nuvola come centro vaccinale anti COVID ha permesso a molti romani di accedere alla grande aula nel piano terra e scoprire, sia pure parzialmente, il centro congressi che, con la fine della pandemia, potrà tornare a mostrare le ampie possibilità d’impiego e collaborare alla ripresa di una città sull’orlo dell’abisso.
Lo splendido volume, accuratamente realizzato dalla casa editrice diretta da Laura Andreini, si caratterizza per le moltissime immagini. Ad iniziare dai seducenti schizzi che mostrano l’origine dell’idea, per passare al cantiere, la fabbrica dell’architettura e chiudere con le foto dell’opera terminata; un attimo prima che venga abitata dalla calda vita dell’uomo. In un inserto con carta uso mano, sfilano i disegni tecnici che visualizzano l’insieme e i dettagli della costruzioni, prevista in quel luogo, pronta a dialogare con l’opera di Libera. Il testo di Joseph Giovannini, docente in numerose università statunitensi, progettista e critico, ripercorre le vicende del concorso e spiega il perché di quella forma che suggerisce come può esserci un ordine nel caos. E del resto l’opera rammenta che bisogna fare i conti con il caos, col principio della confusione e del perdersi, come sostiene Franco La Cecla.
Il fascino del volume consiste nel fatto che ci indica come sia possibile trasferire sulla carta le suggestioni che offre l’opera d’architettura. Entrandoci dentro, percorrendo ponti, passerelle e le rapide scale mobili o i veloci ascensori; aprendo le porte e affacciandosi dalle aperture: quel grande occhio che osserva la cima dei pini e il traffico sottostante.
È sufficiente immergersi in essa che vuole scalare le nuvole per cogliere le ampie possibilità offerte dall’architettura del nostro tempo, certo selvaggio e incerto, come direbbe Patrice Goulet, eppure foriero di bellezza e meraviglia. Ciò lo si deve alla metodologia progettuale messa a punto dagli autori che punta a dimostrare come l’opera realizzata può raggiungere, con successivi approfondimenti, l’idea che il progetto si propone di attuare, svelando i suoi presupposti. Unita alle capacità che possiede l’architettura: quella di modificare lo spazio dell’intorno, mutare gli umori e i ritmi di vita. Persino migliorarli. Nel nostro caso ciò avviene attraverso tre elementi messi in campo: la Teca, la Nuvola e la “Lama” dell’albergo.
La prima, proiettata sul decumano, la via del sole nel piano urbanistico dell’E.42, accoglie la nuvola permettendole di librare nell’aria grazie ad una struttura in acciaio che la sostiene e la doppia facciata in vetro che la protegge come un velo trasparente, rendendola preziosa. La Nuvola, cuore del progetto, pensata per creare quel corto circuito tra regola ed eccezione, asse portante dell’ideologia del Movimento Moderno. L’articolazione spaziale libera nell’aria e la geometrica definizione del portale. Rappresenta l’elemento architettonico che determina la novità della proposta, realizzata grazie alla  struttura in nervature d’acciaio su cui si adagia un telo che evoca la densità delle nuvole ed esalta l’effetto visivo. Infine la Lama dell’albergo con accesso diretto al Centro. Cos’altro aggiungere ?
Mentre gli autori navigano verso altri lidi, dalla nuova stazione della metro Duomo a Napoli appena inaugurata alla rivisitazione dell’assetto al Centro Città di Bari, fino alle numerose architetture in corso di realizzazione in vari angoli del pianeta mi torna in mente una frase di Edmond Jabès che recita in questo modo: Bisogna aver intrapreso molte strade per accorgersi, alla fine, che in nessun momento si è lasciata la propria. Ci sembra particolarmente appropriata per Doriana e Massimiliano. Anche come augurio a non lasciare la propria.

Immagini: copyright© Leonardo Finotti
Libro: Massimiliano e Doriana Fuksas La Nuvola Nuovo centro Congressi Roma-Eur, con un testo di Joseph Giovannini, Forma Edizioni, Firenze 2018, p. 252 con i disegni tecnici e moltissime immagini a coloro € 79,00

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