“Filo e Tessuto Temi di scrittura critica per opere di architettura” – recensione di Mario Pisani

L’autore, laureato a Roma dove svolge la professione e l’attività didattica a Valle Giulia, ci svela il significato del titolo della sua ultima fatica che, a prima vista, può apparire criptico. Lo fa grazie all’esergo che introduce la pubblicazione, costituito da una nota di Edgar Morin che recita in questo modo: “La conoscenza pertinente deve affrontare la complessità. Complexus significa ciò che è tessuto insieme, in effetti si ha complessità quando sono inseparabili i differenti elementi che costituiscono un tutto (…) e quando vi è tessuto interdipendente, interattivo e inter-retroattivo tra l’oggetto di conoscenza e il suo contesto, le parti e il tutto, il tutto e le parti, le parti tra loro”.
Con i mano la lanterna di Diogene non si cerca l’uomo, ma l’architettura, un’araba fenice sempre pronta a rinascere dalle sue ceneri. E la si cerca seguendo le indicazioni di Canepone, attraverso il confronto con sette opere scelte dall’autore. Alcune assai note, dovute a Le Corbusier come  l’Immeuble Clarté a Ginevra, realizzato con la prefabbricazione di elementi portanti a telaio metallico per un tipo in linea. Ad Alvar Aalto, con la chiesa di Santa Maria Assunta a Riola di Vergato, realizzata grazie al sostegno del Cardinale Lercaro ma che, pur essendo l’unica realizzata da uno dei Maestri del Movimento Moderno, non ha ottenuto il riconoscimento che merita.
Altre conosciute agli studiosi. Realizzate dai maestri italiani del secolo scorso come Mario Ridolfi con il noto edificio delle Poste a Piazza Bologna. Abalberto Libera e Curzio Malaparte con la celebre Casa a Capri, dove Jean-Luc Goddard ha ambientato Il disprezzo (Le Mépris)  un film del 1963  tratto dall’omonimo romanzo del 1954 di Alberto Moravia. Mario De Renzi con la sua casa a Sperlonga, “una piccola torre radicata al suolo e svettante al cielo”. Giuseppe Nicolosi con la chiesa di San Policarpo a Roma “vera, pulita, essenziale, composta, di un eleganza semplice” e Roberto Gabetti e Aimaro Oreglia Isola con l’unità residenziale della Olivetti a Ivrea segnata da un realismo lirico.
Il fine ? “Far germogliare idee da altre idee, generare nuove fioriture, rinnovare riflessioni”.
Lo si è raggiunto ?
Il testo certamente stimola il dibattito e il confronto nella consapevolezza che spetta al singolo esprimere un giudizio personale. Compito dell’autore fornire il materiale necessario, le chiavi di lettura per raggiungere una conoscenza critica delle opere analizzate.

In copertina: Aldo Canepone, Filo e Tessuto Temi di scrittura critica per opere di architettura, Timìa Edizioni, Roma 2021 p. 240 con foto e disegni in b. e n. €14,00.

Scrivi un commento