Architetti (strani) d’Italia: Sconfitto Remotti (7) – di Marco Ermentini

Nato a Novara nel 1947, figlio di un custode del carcere, nella sua infanzia ha sofferto per l’ambiente ostile del penitenziario dove era costretto ad abitare. Ben presto, per contrastare questa triste situazione, decise di ribellarsi scoprendo la sua vocazione di amante della natura e di appassionato dell’architettura organica di F.L. Wright. Dopo la laurea, viste le scarse occasioni di acquisire incarichi, è costretto a lavorare nello studio del cugino, un famoso architetto razionalista. Qui la sua spinta ideale verso l’empatia, la bellezza, la condivisione, la leggerezza, la ricerca artigianale, le linee curve e sinuose fu repressa pesantemente. Costretto a usare la riga e squadra disegnando casermoni sovietici, cimiteri austeri e pesanti abitazioni falansterio il povero Sconfitto si procurò una profonda depressione per molti anni.  La sua rivincita scoccò quando durante una serata della borghesia illuminata lo zio e altri intellettuali militanti tessero le lodi dell’architettura razionalista-critica del NEZ, un nuovo quartiere divenuto il simbolo della vergogna d’Italia. Era troppo: Sconfitto ebbe il coraggio temerario di reagire apostrofando tutti i presenti con una parola che li ferisse a fondo. Sbattendo la porta, nello sconcerto dei presenti, disse: “Siete tutti vecchi dinosauri!”
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