Architetti (strani) d’Italia: Geppetto Massello (6) – di Marco Ermentini

Nacque a Larice da una famiglia molto povera. Un loro ricco parente si offrì di pagare gli studi in architettura al giovane Geppetto, in modo da poter collaborare nel laboratorio di falegname del padre che eseguiva finestre per famosi designer. Così, a ventidue anni, Massello era uno studente modello di architettura all’università di Douglas. Un giorno però lesse il libro “I cacciatori di spifferi” di Freddo Salsicciotto, ne rimase affascinato e decise che avrebbe dedicato la sua vita a quel problema. L’entusiasmo lo portò così ad approfondire gli studi sui difetti dei serramenti, frequentando con passione e successo il corso di “Correnti d’aria sul collo” all’Università di Trieste. Intanto coltivava la sua passione anche al di fuori dell’università, raccogliendo guarnizioni dovunque capitasse (meccanici, liutai, cassonetti della spazzatura).
Nel 1980 a Saratoga dopo lunghi e faticosi esperimenti sulle finestre a vasistas, aveva portato a termine le ricerche per la messa a punto di prodotti che stimolavano le difese degli anticorpi del legno. Il successo venne quando, sperimentando una guarnizione al Neoprene, scoprì per caso un potentissimo preparato di grande efficacia per riparare il vecchio legno degradato. Questo difetto è così importante da presentarsi come una vera e propria pandemia che colpisce la gran parte dei serramenti over ottanta. La fama mondiale sopraggiunse velocemente con la messa a punto di un potentissimo vaccino da iniettare direttamente nel telaio del serramento. Geppetto decise quindi di brevettare in tutto il mondo la sua importante scoperta:  il Vaccino Spiffer

(6 continua )

 

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