Architetti (strani) d’Italia: Fedora Trench (5) – di Marco Ermentini

Fedora nasce in pieno inverno ad Aosta durante un terribile acquazzone. All’età di cinque anni è allontanata dalla scuola di cucito per troppa intraprendenza. Da questo momento per lei la tessitura diviene una vera e propria missione. A undici anni completa il suo primo cappotto invernale realizzato con tessuto pesante di lana. Ben presto abbandona la famiglia e inizia l’attività di sarta girovaga entrando nel mercato del lavoro, anzi per lavoro entra nel mercato, proponendosi tra le bancarelle di molti paesi di provincia, qui trova dei complici per complicarsi la vita e perfezionare ai massimi livelli l’arte di taglio e cucito. Proprio in un mercatino trova la sua anima gemella: Aristide Paltò, un giovane neo architetto di belle speranze. Tuttavia Aristide comprende ben presto che data la concorrenza infinita e il numero degli architetti esorbitante, solo una percentuale infinitesima raggiungerà il successo attraverso una rara combinazione di elementi: personalità, perseveranza, ambizione, fortuna, capacità di adattamento, bellezza, paraculaggine. Che fare?  I due decidono di opporsi a questa triste realtà affrontando insieme una sfida inedita: perché non proporre dei capi per proteggersi dall’inverno sugli edifici? Ben presto sperimentano i primi tessuti pesanti che Fedora cuce e Aristide colloca su una casa di un amico con l’ausilio di una piccola gru. Il problema è che in estate il capo deve essere rimosso. Provano quindi a mantenerlo anche nella bella stagione con ottimi risultati. Nasce così da questa strana combinazione il primo cappotto termico…

(5 – continua)

1 Comment

Scrivi un commento