Una bussola per il ventunesimo secolo? – di Marco Ermentini

Il mondo è fuori dei cardini. Non è un semplice cambiamento ma una metamorfosi in cui le vecchie certezze della società moderna vengono meno e nasce qualcosa di totalmente nuovo. Anche l’architettura subisce questa metamorfosi profonda, così per cercare di capirci qualcosa conviene indagare i nuovi inizi e cercare di intravedere, nel tumulto del presente, le strutture e le norme future.
L’architetto di questo inizio XXI secolo è contemporaneo dell’antropocene, questo fatto non lo obbliga ma lo determina.  L’invisibile fa il ritorno nella vita quotidiana sotto forma di virus o di gradi di temperatura che aumentano.
Così come è avvenuto all’inizio del secolo scorso siamo agli albori di una nuova modernità, un grande processo di decentramento del nostro pensiero.
Mi sembra di intravedere i germi dei nuovi progetti estetici che comportano due cose:
– intensificare la presenza di ciò che è
– entrare in empatia con le cose
Forse questa è proprio la generazione della metamorfosi?

 

 

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