#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – MARZO 1971 – di Arcangelo Di Cesare

Questa cronaca ci ricorda quel preciso momento storico negli anni ’60 in cui ci fu il totale capovolgimento delle coordinate spaziali che fino a quel momento avevano regolato lo spazio architettonico. Il superamento dello spazio euclideo in favore di un ripensamento del modo di vivere, la creazione di luoghi dalle possibilità aperte nei quali gli individui potevano muoversi liberamente e lo studio dello spazio basato su principi psicologici anziché geometrici saranno alla base della ricerca del personaggio di questa cronaca: Claude Parent.
Raffinato dandy e con un animo ribelle, Parent rappresenta una delle figure più complesse del panorama architettonico del secolo scorso; seppe muoversi con leggerezza tra le pieghe dell’avanguardia e della ricerca architettonica, in campi mai utopici e dimostrando che un’alternativa era sempre possibile.
Con il suo “Vivre à l’oblique” fu il testimone del superamento del Lecorbuseriano “Poème de l’angle droit”: affrancandosi dalle seduzioni Corbusiane fu capace di liberare quella nuova spazialità dai dogmi in cui, i suoi colleghi del tempo, la costringevano.
E fu attraverso l’inserimento dei piani inclinati, capaci di scomporre la scatola ordinaria, che riuscì a modificare quegli scenari che eravamo abituati a vedere e a vivere.
In fondo per Claude Parent il mondo naturale non era né orizzontale né verticale, non lo erano le valli, le colline, le montagne e le grotte e persino il piatto deserto era solcato da dune.
Nell’unica superficie veramente orizzontale, che era il mare, non era possibile vivere.
Era quindi l’uomo che aveva inventato l’artificio dell’orizzontale e del verticale attraverso muri e i pavimenti, per poi aver bisogno di piani inclinati che permettevano il passaggio da un piano all’altro.
Fu un grande disegnatore e per sua stessa ammissione appena “si liberò dal cubo” avvertì la forte necessità di disegnare, riconoscendogli il valore di unico strumento per aprire nuove strade di ricerca. La mano non era che uno strumento, ma assolutamente necessario perchè legato, o meglio, connesso al pensiero; “La mente comanda, il disegno formalizza e decifra il magma mentale; seleziona, orienta e in definitiva precisa l’idea”. Questo era Claude Parent.

 

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