Ponte San Giorgio Genova – recensione di Mario Pisani

Il grande clamore mediatico che ha accompagnato la questione del ponte di Genova, dopo la tragedia del crollo, ha finito per provocare una sorta di giudizio sospeso nei confronti dell’oggetto architettonico.
Enzo Siviero ed altre voci autorevoli del tutto inascoltata, chiedevano di evitare la demolizione ricostruendo il tratto crollato. Anche perché quella struttura, privata della manutenzione necessaria, costituiva comunque un capolavoro dell’ingegneria italiana progettato di Riccardo Morandi che ha inventato il cemento precompresso. Non averli ascoltati ha forse rappresentato un grosso spreco di risorse pubbliche, una sorta di potlach in un Paese indebitato come sappiamo.
In questi giorni un volume celebra la ricostruzione. Mostra la soluzione adottata con foto e disegni, oltre ad un testo dello stesso autore. Il rammarico consiste nell’assenza dei dati che avrebbero agevolata una lettura serena dell’intera vicenda. Il nuovo ponte è di certo, come scrive Renzo Piano, “semplice e parsimonioso”, anche sobrio nel rispetto del carattere dei genovesi, ma del tutto banale e assai lontano dai capolavori che hanno segnato questa tipologia. Alludo al viadotto autostradale di Millau, uno dei più alti al mondo di Norman Foster (2004); il ponte ad arco dello sceicco Zayed ad Abu Dhabi, di Zaha Hadid (2010), i numerosi capolavori di Santiago Calatrava, per non citare i nostri grandi: Luigi Nervi o Sergio Musmeci con quella meraviglia del Ponte sul Basento che sta per essere restaurato e valorizzato.
Piano ha senza dubbi segnato la storia dell’architettura grazie a opere notevoli. Ad iniziare dal Centre Georges Pompidou progettato con Richard Rogers e Gianfranco Franchini (1971-77) una nave ancorata al centro di Parigi. Realmente ricco di significati per ispirazione al luogo il Centro culturale Jean – Marie Tjibaou, in Nuova Caledonia, (1991-98). Tra le architetture più riuscite inserisco la California Academy of Sciences, a San Francisco (2000- 08) e il Centro culturale della Fondazione Stavros Niarchos ad Atene (2018). Ed ancora, l’appena terminato Academy Museum of Motion Pictures, il primo grande polo museale al mondo nato per celebrare il cinema e la sua storia. Uno spazio di 300.000 piedi quadrati, nel quartiere Miracle Mile a Los Angeles che tiene insieme il David Geffen Theater, una sala cinematografica da 1000 posti,  spazi per mostre temporanee, laboratori e altro mentre sul tetto si prevede una terrazza con una vista spettacolare sulla città e sulle colline di Hollywood.
Il ponte rappresenta uno snodo essenziale per i trasporti non solo a Genova. Il crollo del 14 agosto 2018 ha reso urgente la ricostruzione risolta però con un modello insoddisfacente. Ad iniziare dalle diciotto pile in cemento armato tutte uguali con un passo costante di 50 metri, ad eccezione di quelle centrali che attraversano il torrente Polcevera e le aree ferroviarie con un passo di 100. Interessante la barriera protettiva anticaduta e antivento alta 2.50 metri, in vetro, per attenuare  l’impatto visivo dell’opera nel contesto urbano. Il vetro permette a chi lo percorre di osservare il panorama dell’intorno e alleggerisce la presenza per chi sta sotto nella valle. I pannelli fotovoltaici sul bordo dell’impalcato captando i raggi del sole forniscono l’energia necessaria al funzionamento delle luci, dei sensori e degli impianti rendendolo autosufficiente. Va anche segnalato che la sezione stradale, rispetto a quella del ponte Morandi, mostra la corsia di emergenza che ne aumenta la sicurezza mentre, espletato il concorso, nell’area sottostante per rammagliare l’ecosistema naturale  si sta realizzando un nuovo parco, a memoria delle vittime del crollo, come i pennoni che confermano il valore simbolico dell’opera, ricostruita in pochi mesi, e in tempi di pandemia.
Il volume poteva rispondere anche a chi, come un quotidiano economico, sostiene che il ponte sarebbe fuori norma, con il limite di velocità ridotto a 70 chilometri l’ora, nel precedente era di 90. E pubblicare i costi finali dell’operazione, visto che un consigliere comunale dell’opposizione ha sostenuto che sono cresciuti di quasi il 50%. Forse persino confrontarli con quelli di altri ponti. Ad iniziare da quello di Foster.

Renzo Piano, Ponte San Giorgio Genova, Edizioni Fondazione Renzo Piano, Genova 2020, p. 132 con numerose immagini a colori, € 35,00.

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