Non abbiamo mai smesso di conversare con Palladio, Borromini, Wright… – di Marco Ermentini

La grande architettura resiste alla dimenticanza, al suo inevitabile destino di rifiuto.  In realtà i capolavori ci premettono di gettare ponti tra il momento della loro creazione e adesso. Una specie d’intrusione tra il lontano e il vicino, tra lo spazio e il tempo. La loro bellezza è la capacità di condensare le domande di un’epoca e di produrre una forte empatia con il futuro. In questo senso sono rinnovabili, hanno la capacità di dirci qualcosa, di trasmetterci un messaggio vivo. Siamo tutti contemporanei: una conversazione continua…

 

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