Architetti (strani) d’Italia: Ugo Necessario (1) – di Marco Ermentini

Un Architetto molto particolare e completamente dimenticato, un carattere schivo, ha vissuto  una vita contraddittoria piena di difficoltà e di stenti. Necessario non sopportava la ripetizione, per lui tutto ciò che componeva una serie era estremamente negativo.  Da piccolo venne espulso dall’asilo perchè si rifiutava di fare le aste. Venne bocciato all’esame per il diploma di conservatorio: si rifiutava di suonare la quinta di Beethove, la ripetizione delle prime tre note per lui era troppo, una era abbastanza. A scuola  era stato esonerato dalla frequenza dell’ ora di ginnastica perchè non riusciva a ripetere alcun esercizio.   Insomma, la sua vita era divenuta un inferno. Anche frequentando la  facoltà di architettura dovette subire molti torti. Una volta laureato la sua attività di critico è stata alquanto strana, pubblicò una curiosa storia dell’architettura universale in cui gli edifici venivano privati della ripetitività. Le immagini dei capolavori così  corrette risultavano compatte, minuscole, la mancanza di serialità provocava uno strano effetto. Purtroppo anche la sua attività professionale naufragò clamorosamente: si presentava ai clienti con un curriculum di sole tre parole.
(1- continua).

 

Scrivi un commento