UN INEDITO ROMANO DI GIO PONTI – di Alessandra Muntoni

Di Ponti si conoscevano bene quattro opere romane: la Scuola di Matematica alla Città Universitaria (1935), la palazzina a Piazzale delle Muse (1940), il Palazzo della Philips a Piazza Monte Grappa (1960) e l’Hotel Parco dei Principi a via Gerolamo Frescobaldi (1964), di fronte al Parco dei Daini di Villa Borghese. La recente mostra al MAXXI ne ha fatto conoscere meglio un’altra: il progetto per la Fontana dall’Acqua e della Luce all’Eur (1939), del quale mi ero già occupata nel 1987 per la mostra dell’E42 all’Archivio Centrale dello Stato e che ho avuto così l’occasione di approfondire osservando i disegni conservati all’Archivio CSAC di Parma. In concomitanza con quell’evento, è emerso un inedito davvero notevole al quale è stata dedicata una piccola monografia per le edizioni Forma (2019) a cura di Cinzia Abbate e Carlo Vigevano. Si tratta della Chiesa e del convento delle suore di Notre Dame de Sion (1960-1965), a via Garibaldi 28, recentemente restaurati per altra destinazione.
Nascosto dietro i muraglioni della salita al Gianicolo, questo edificio completa così le apparizioni pontiane che segnano ormai tutti i più prestigiosi punti storici e moderni di Roma: dall’estrema periferia nord con la veduta del Monte Soratte alla zona Sud vicino alla Basilica di San Lorenzo fino dell’Eur, dall’area della Villa Borghese che lambisce il Centro Storico alla salita del Gianicolo, vicino alla Villa Lante di Giulio Romano e alle memorie monumentali del Risorgimento. La scoperta nasce del tutto imprevista: un incarico di ristrutturazione conferito nel 2014 ai due architetti romani dalla Australian Catholic University e dalla Catholic University of America per farne una sede di Studi. Dal sopraluogo gli architetti si rendono subito conto dell’eccezionalità del complesso, poi la paternità emerge dalla firma nelle cianografie conservate dalle suore, quindi i disegni custoditi a Parma e la prospettiva fornita da Salvatore Licitra: si tratta dello Studio Ponti, Fornaroli e Rosselli, coadiuvato dallo Studio dell’architetto romano Renato Costa. Mai pubblicato su “Domus” né in altre riviste, l’edificio rimane nascosto dalle folte alberature e dalle alte mura, per offrirsi finalmente oggi alla percezione dei contemporanei: uno dei tanti doni che la nostra città, nonostante la disattenzione dei suoi abitanti, ci concede di continuo.
Rinato a nuova vita grazie a un trattamento che mantiene con accortezza il tocco del Maestro milanese, ci auguriamo che, passato il tempo delle clausure obbligate, quest’opera semplice e originale, esempio di una chiarezza sintetica e sorgiva dei tipici dei “cristalli architettonici” di Ponti, diventi meta abituale tra gli itinerari delle passeggiate romane.

Immagine: Chiesa e Convento delle suore di Notre Dame de Sion (1960-1965), Roma.
In copertina: Veduta prospettica dell’edificio Notre Dame de Sion. Disegno originale, 1960. Courtesy of Gio Ponti Archives

 

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