Dove si nasconde la cortesia? – di Marco Ermentini

Gli architetti non brillano nella cortesia e nella gentilezza.
Le Corbusier era permaloso e irascibile, presuntuoso e aggressivo. Frank Loyd Wright spregiudicato, egocentrico e arrogante.
Tuttavia penso proprio che l’architetto del nuovo secolo, un periodo non certo facile, debba recuperare queste virtù preziosissime.
La cortesia è la capacità di far star bene gli altri. Può essere osservata come comportamento esterno, esteriore addirittura, tuttavia deriva dal profondo, è la capacità di voler bene e provare affetto per le altre persone. La persona cortese ha un’anima gentile, sensibile alla sofferenza umana è con un senso dell’obbligo a fare del suo meglio per alleggerire la fatica del vivere. È un’intelligenza sostenuta dall’affetto e dal rispetto di sé e degli altri, compreso il nostro rapporto con il mondo. È una capacità umana complessa e sofisticata, ma sorprendentemente facile. Per gli esseri umani la cortesia e la gentilezza sono facili, facili come sorridere…

 

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