Dal selfie al campo lungo – di Marco Ermentini

Per cercare di capire l’architettura del ventunesimo secolo forse bisogna sorpassare il racconto dello sviluppo storico delle tendenze occidentali e osservare come esista un esigenza di mettersi in rapporto con le epoche precapitaliste e le società cosiddette primitive.  Così, il ritorno a una realtà ruvida dei materiali è un tentativo di abbandonare la purificazione dello spazio e la sua astrazione che ha escluso la natura. I pochi maestri di oggi non hanno mai smesso di mettere in discussione i principi della modernizzazione del mondo creando delle sacche di resistenza alle società del controllo. I loro oppositori, che si richiamano alla tradizione del moderno, a ben vedere sotto questa maschera sono in realtà i veri immobili e rassicuranti accademici!

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