“Alfredo Pirri e il MARCR di Reggio Calabria” – recensione di Mario Pisani

L’intervento sulla corte interna del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, progettato da Marcello Piacentini negli anni Trenta (1931-56) e interamente riadattato con il progetto di ABDR e Piazza di Alfredo Pirri, ripropone la questione del rapporto tra Architettura e Arti plastiche e figurative.
Pochi anni dopo il progetto del Museo, nel 1936, si tiene a Roma il sesto convegno Volta, dedicato al tema dei Rapporti dell’architettura con le arti figurative in cui si dipanano due strade contrastanti. Piacentini, che ha organizzato il convegno, sostituito da Romano Romanelli per una improvvisa malattia, sostiene la collaborazione tra le arti, identificando nell’architettura la loro sintesi. Le Corbusier, presente al convegno con molti protagonisti del tempo, da Carlo Carrà a  Francesco Del Debbio, da Filippo Tommaso Marinetti a Giò Ponti parte all’attacco sostenendo:“ l’odore che emana dai discorsi, dagli scritti, dalle discussioni su questo tema, è odor di passato. Incenso bruciato in certe cappelle. Richiamo a un culto unico basato su un’epoca determinata da punti precisi dell’attività della razza bianca. Certezze troppo limitate a un’epoca – il Rinascimento – certezze di origine scolastica e per ciò discutibili, confutabili, punti d’appoggio senza ragione di esistere. In verità una pagina chiusa: quella degli insegnamenti del XIX secolo nel quale certi accademismi non ci sembrano più altro che insulsaggini.”  “… L’architettura dipende dalla pianta e dalla sezione. Il giuoco intero è iscritto in quei due mezzi materiali – uno orizzontale, l’altro verticale – per esprimere il volume e lo spazio. Il giuoco architetturale è tutto lì: le combinazioni. La sinfonia musicale: la diversità, il colore, il silenzio, la dolcezza o il clamore e la forza. Pianta e Sezione! Il giuoco sapiente, corretto e magnifico delle forme sotto la luce”. Insomma non esiste la necessità di nessun intervento al di fuori di quello dell’architetto.
Il Museo di Reggio, come molte altre architetture dedicate in particolare allo spazio sacro,  lontane da questa polemica, dimostrano ben altra cosa.
ABDR interviene sul precedente impianto con cura e conoscenza. Il prospetto principale introduce nell’atrio rettangolare mentre la luce piove dal cielo grazie alla copertura trasparente in tensegrity, una struttura leggera formata da puntoni e tensori, disposti alla ricerca dell’equilibrio. “Poco materiale per molta resistenza”. (Marco Burrascano) La terrazza avvolge il nuovo volume vetrato, ospita la caffetteria e permette una vista straordinaria su Messina e il mare.
“Per me lo stretto è una fonte di speranza e  di ottimismo senza fine, che tiene in piedi la vita della città e dà salute e ristoro agli uomini“, afferma Orhan Pamuk, in Istanbul.
Alfredo Pirri interviene nella progettazione della corte interna. Annota: “Con Piazza ho cercato di riassumere in una forma unica tre spazialità, caratteri e capitoli, tre motivi che stanno alla base dell’idea stessa del museo: La Piazza, Il Teatro, Il Libro”.  Inizia dal disegno di tre pareti con le bucature di Piacentini. Le stravolge e scompone in brani traslati e sovrapposti che danno vita a uno o due livelli aggettanti in sovrapposizioni che non toccano le aperture esistenti mentre il colore: una luce rossa, si riflette sulle pareti. In un angolo della piazza appare un elemento verticale alto circa quattro metri composto da due pagine metalliche, aperte come quelle di un libro bianco privo di lettere, pagine in attesa di essere scritte. Ettore Rocca afferma: “In Piazza la mimesi si esprime in modo tanto fedele quanto infedele: riprende con fedeltà il disegno delle pareti, ma poi lo scompone e ricompone con infedeltà utilizzando l’intero spazio, denunciando infine il gesto insieme fedele e infedele con il colore. Nulla di nuovo eppure tutto nuovo”. Proprio per un’affascinante collaborazione tra arte e architettura.

In copertina: Marzia Marandola, Marco Burrascano, Ettore Rocca ABDR Architetti Associati, Alfredo Pirri e il MARCR di Reggio Calabria, Architettura arte contemporanea, musealizzazione, Quodlibert, Macerata 2020 p. 62 con numerose immagini a colori, € 16,00.  

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