“Terrafutura Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale” – recensione di Mario Pisani

Alla domanda sul perché occuparsi di questo libro risponde Domenico Pompili nella prefazione. Lo facciamo perché Papa Francesco indaga su “quello che sta accadendo alla nostra casa”. Tema che riguarda anche noi architetti. Del resto già nell’enciclica Laudato sì vi sono molti punti di contatto con la nostra specificità sui quali riflettere. Ad iniziare dal concetto di ecologia integrale da cui non si può prescindere. Sia nella piccola scala del quotidiano che in quella grande dei problemi del mondo. Per affrontarli dobbiamo mettere in pratica la metodologia del dialogo che rappresenta un imprescindibile punto di forza di cui tener conto. Penso al confronto con le amministrazioni ma anche con i nostri committenti mentre il valore della biodiversità intesa proprio come ricchezza del creato e delle sue opportunità stenta ancora a divenire senso comune nel momento in cui troppo spesso ci si arrocca sui propri linguaggi espressivi senza tener conto delle visioni dell’altro, addirittura del nostro collega, convinti di essere assolutamente nel giusto. E per finire occorre stimolare con i nostri progetti quelle pratiche individuali in grado di generare cambiamenti virtuosi, pensando a ciò che troveranno le generazioni che verranno dopo di noi. Del resto non è davvero attuale il giuramento dei cittadini ateniesi dove esprimevano la volontà di lasciare la città migliore e più bella di quella che avevano trovato?
Sarebbero sufficienti questi punti per immergerci nella lettura dell’agile volumetto, seguendo il consiglio di Francesco di non prendersi mai troppo sul serio e tornare a saper ridere di noi stessi, mettendo in discussione le nostre piccole certezze, specie quelle che vedono nel progresso una crescita illimitata che invece si scontra con la situazione ecologica che mette in discussione l’esistenza stessa del pianeta.
Ad esempio la produzione di 300 milioni di tonnellate di plastica con alcune tracce di queste finite nei pesci che mangiamo, con il riciclaggio di  solo il 9% delle stesse, rappresenta uno dei tanti disastri che non possiamo leggere come solo dato tecnico. Al contrario rinvia ad una situazione più profonda che constata nello sconquasso del territorio, nella scomparsa dei piccoli borghi, nell’inquinamento dei fiumi, nella morte dei boschi l’altra faccia dei suicidi, delle nevrosi, della mancanza di empatia che contrassegna la nostra vita quotidiana mentre come ci rammenta José Mujica “Siamo al mondo per essere felici, non per possedere oggetti”.
Come superare questo stato di cose che produce solo malessere? “L’uomo che non ha gli occhi aperti al mistero, passerà attraverso la vita senza vedere assolutamente nulla” evidenzia Einstein e Petrini di rimando “abbiamo nutrito l’illusione che l’uomo potesse prescindere dalla spiritualità perché guidato dalla scienza, dal progresso tecnologico, dalla mera ragione. Si è trattato di un errore madornale, perché abbiamo confuso la spiritualità con la religione, abbiamo pensato che tutto ciò che non riguarda il mondo materiale fosse il retaggio di un passato oscurantista e ci siamo preclusi un elemento cardine della definizione di ciò che è umano, ovvero lo slancio verso qualcosa di altro da noi, la ricerca di un disegno universale, di una connessione tra tutti gli esseri umani e tra gli umani e il loro ambiente. La spiritualità è invece un elemento profondamente umano, ne costituisce l’essenza tanto quanto la sessualità, la volontà, il desiderio, lo slancio vitale, la ragione. …. Non possiamo fare a meno della spiritualità, perché solo approfondendo la connessione dell’individuo con il mondo, cercando le risposte alle grandi domande, potremo percepire davvero l’importanza di realizzare la rivoluzione sociale e umana di cui abbiamo bisogno”.
Null’altro da aggiungere.

In copertina: Carlo Petrini “Terrafutura Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”, Giunti Editore La Repubblica 2020, p. 240, €. 9,90.

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