Roma: una “spina” per collegare i gioielli di Testaccio – di Luca Cinardi

La proposta nella tesi di laurea di Luca Cinardi.

Testaccio, il quartiere di Roma nato operaio sull’antico insediamento dell’Emporium, è oggi uno dei più amati e frequentati dai cittadini e dai turisti.
Nonostante il Rione sia vissuto intensamente a tutte le ore, una parte rappresenta ancora un “irrisolto’’: l’area compresa tra via Marmorata, via Nicola Zabaglia, via Galvani e via Caio Cestio è nota per il suo edificato particolare e per aver ospitato il campo di calcio di Testaccio. Riconosciuto come criticità anche dall’Amministrazione capitolina, questo spazio è ancora alla ricerca di una sua identità ed impedisce alle aree circostanti di costituire un sistema unitario funzionante: tutte le presenze monumentali (Piramide Cestia, Porta San Paolo), le aree di pregio (Cimitero Acattolico, Monte dei Cocci, Mura) e le architetture recenti, non sono legate da interventi unitari urbanistici nonostante la forte presenza di infrastrutture a carattere urbano.
La proposta di questa tesi di laurea dell’Università di Roma La Sapienza estende gli obiettivi alla connessione dell’area con i vicini Monte Testaccio ed il Parco della Resistenza dell’Otto Settembre attraverso un sistema continuo, così da risolvere il problema dell’isolamento di questi spazi, la creazione di un bordo all’edificato esistente, il completamento dello stesso e l’inserimento di spazi filtro, garantendo la tutela delle architetture storiche presenti.
L’inserimento di una nuova struttura continua rappresenta lo strumento necessario a contrastare la frammentazione dell’area insieme a nuovi spazi pubblici, sia verdi che pavimentati e servizi facilmente fruibili. Il riferimento architettonico relativo all’edificio principale del progetto è la proposta per il Broad Museum fatta dallo studio californiano Casey Houghes Architects, concepito anch’esso come la soluzione che unifichi molteplici attività. Inoltre, l’edificio nella proposta romana assume la funzione di punto di connessione fra tutte le componenti del progetto. Il tutto è volto a valorizzare l’inserimento dei nuovi poli attrattivi che costituiscono in parte il potenziamento di quelli esistenti, ed in parte attività sociali nuove e sperimentali per il quartiere.

Render ©Luca Cinardi

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