#PRESSTLETTER#CRONACHE E STORIA – DICEMBRE 1970 – di Arcangelo Di Cesare

Il fascicolo di Dicembre 1970 della rivista è interamente dedicato all’itinerario professionale dell’Architetto Mario Fiorentino.
La parabola della produzione architettonica di Fiorentino nasce e muore con due degli edifici che maggiormente hanno caratterizzato l’architettura Italiana: il Mausoleo delle Fosse Ardeatine e il complesso abitativo del Corviale.
Nel mezzo tante architetture, alcune felici e alcune più sofferte, a testimonianza di una produzione architettonica non più capace di raggiungere i livelli dell’alfa e dell’omega dei due estremi.
Se dobbiamo, invece, giudicarlo attraverso queste due opere simboliche capaci di modificare gli scenari urbani e capaci di suscitare una riflessione che non è solo più disciplinare, il giudizio non può che essere positivo.
Le Fosse Ardeatine, con nessuna suggestione retorica o celebrativa, sono ancora lì a testimoniare quelle emozioni che solo un impianto semplice ed essenziale poteva generare.
Il Corviale, tra mille polemiche, è ancora lì a testimoniare l’unica azione di Land Art architettonica costruita nel mondo.
Il simbolico parallelepipedo delle Fosse Ardeatine e l’ancora più simbolico possente volume del Corviale rappresentano un punto di arrivo e un punto di partenza nella storia del movimento moderno italiano, una conquista che nessun cambiamento figurativo o nessuna moda potrà alterare.
Resteranno le critiche, le interpretazioni, le discussioni, le illusioni, quello che poteva essere e quello che in realtà sarà, resterà tutto quello che è stato detto e contraddetto nei decenni trascorsi, e soprattutto resterà la capacità di questi due “gesti” di stimolare una perenne discussione.
Come diceva Fiorentino: “Ci sono due modi di fare architettura: uno è quello di mettersi nel canale del quieto vivere e utilizzare schemi super collaudati che ormai l’edilizia ha configurato, l’altro è quello della sperimentazione, che se da un lato offre più rischi dell’altro, può offrire scenari imprevedibili e, a volte, migliori”.
Bisognerebbe solo trovare degli abitanti intelligenti, creativi e capaci di portare alla vita ogni sperimentazione pensata……….

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