“L’architettura della strada” – recensione di Mario Pisani

Il volume pone sotto i riflettori la questione della strada come strumento essenziale del progetto architettonico. In particolare il rapporto che intesse con l’architettura e la città. E lo fa non limitandosi alla nostra disciplina, iniziando dalle origini per giungere fino ai nostri giorni, con un atlante che mette in mostra le immagini che ci accompagnano con lo scorrere della storia. Coinvolge anche la pittura, che ha lasciato tracce indelebili sull’argomento come i paesaggi urbani di Sironi. O la letteratura, evidenziando brani di poeti e letterati di rara fascinazione che hanno sottolineato aspetti e sensazioni spesso ignorate, con una capacità di vedere ignota a chi scrive. Penso a La strada  di Cormac McCarthy dove in un mondo devastato dall’apocalisse un padre e un figlio cercano di sopravvivere. O a quelle righe che Rilke dedica a Parigi in una lettera a Clara. O a Benjamin sui Passages, in quella meraviglia che si inoltra nella Capitale del XIX secolo dove scrive “Le strade sono il vero luogo dove abita il collettivo capace di inventare ciò che gli individui fanno nella privacy delle loro quattro mura domestiche”. Il cinema che pure ci ha consegnato capolavori on the road ad iniziare da quello di Fellini, è presente con l’immancabile The Truman Show di Peter Weir del 1998.
Roberto Secchi, autore dell’introduzione e della parte dell’atlante che arriva al Movimento Moderno, inizia chiedendosi quando una strada è bella. Dopo aver passato in rassegna i vari aspetti materiali giustamente conclude mettendo in evidenza l’appagamento del nostro senso estetico in rapporto agli ambiti attraversati. Dal paesaggio si inoltra agli edifici che sfiora o ci fa intravedere a distanza.
In giorni che si inanellano all’insegna della pandemia abbiamo bisogno di scendere in strada e coinvolgerci tra la folla in un abbraccio con i nostri simili. A volte si avverte piuttosto la necessità di percorsi solitari confortati dalla silenziosa presenza della natura.
Sul come progettare una strada evidenzia le proposte del Cerdà che ha tenuto insieme lo sviluppo delle città con l’architettura, mettendo a punto osservazioni (e riflessioni) raffinate . “La strada, prima di essere via pubblica, è stata la via e il sentiero privato o particolare della casa a cui è connessa …”. E quindi gli studi di Saverio Muratori e di Carlo Aymonino e l’attualità delle proposte di Leon Krier e di Maurice Culot. Affronta anche la questione dei nodi, evidenziando che quì si moltiplicano le transizioni e la necessità di favorire i passaggi, mentre gli svincoli autostradali debbono evolversi da spazi inaccessibili e terra di nessuno a condensatori di servizi per la città.  Da ristudiare la Roadtown che nel 1910 anticipa il progetto per Algeri di Le Corbusier, colui che annuncia il funerale della strada corridoio. Ancora attuali gli esempi dei costruttivisti russi come le stampelle del cielo di El Lissitzku del 1923 o l’autorimessa ponte messa a punto da Mel’nikov due anni dopo per Parigi.
In realtà, per rispondere a LC, la strada vive e lotta insieme a noi. Lo attestano le Siedlung e la Siemenstradt tedesche. La esalta Dölblin, in  Berlin Alexanderplatz. Si evolve nelle Highway e nelle Parkway come quella disegnata da Burle Marx per Rio nel 1970. Resiste anche nelle nuove figurazioni della città arcipelago descritta da Colin Buchanan o nel progetto che Louis Khan propone per Philadelphia. Ed è l’asse portante di utopie come quella di Kenzo Tange per la Baia di Tokio del 1960. Di pari interesse la trattazione di Leila Bochicchio che tratta l’Architettura Contemporanea dove la strada diviene il nodo di scambio in varie situazioni che vanno dal Galaxi Soho di Beijin del 2012 alla Los Angeles Greenway dei Dutton Architects. Dall’autostrada fotovoltaica di Jinan del 2018 al Superkilen di Copenaghen che mescola spazio gioco con area verde e sport messa a punto con la collaborazione dell’utenza. 

In copertina: Roberto Secchi Leila Bochicchio, “L’architettura della strada”, Forma Immagini Valori, Edizioni Quodlibet Macerata 2020, pp. 360 con numerose foto in b. e n. €24,00.

Scrivi un commento