Il bagno di Shigeru – Una Critica igienico sanitaria – di Marco Ermentini

Sono tre cubi in cristallo perfettamente trasparenti che, con la chiusura della porta e la serratura relativa, diventano immediatamente opachi. A Tokio nel parco della città di Yoyogi Shigeru Ban allestisce tre strani colorati servizi igienici pubblici (maschi, femmine e disabili) molto particolari. La trasparenza permette di verificare se ci sia qualcuno all’interno e se la pulizia (molto richiesta in Giappone)  sia adeguata. Come al solito i materiali e le connessioni tra le parti sono perfetti. Il risultato è delizioso, certo non conviene approfondire cosa succeda in caso di black out elettrico!

N.B. È la nuova puntata del racconto sui bagni iniziata su questa newsletter poco più di cinque anni fa (vedi la presstletter del 5.12.2016 con un resoconto da Londra e del 3.5.2018 con Prada e il mistero del vaso nero). Così come Zizek ha dimostrato brillantemente che dalla toilette si può desumere l’ideologia di un popolo, allo stesso modo la nuova critica igienico-sanitaria intende dimostrare come i bagni siano delle vere e proprie cartine tornasole dell’ architettura contemporanea. Forse la storia dell’architettura andrebbe riscritta? In realtà esaminare gli edifici in base agli aspetti igienico-sanitari, oltre a verificare la salubrità di certi luoghi, sarebbe un’ operazione di grande  interesse. Vi confesso che ho capito a fondo la poetica di Le Corbusier solo dopo aver letto il capitolo sul bidet di sua moglie Yvonne scritto da Luigi Prestinenza Puglisi. Buona ritirata!

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