IL NUTRIMENTO DELL’ARCHITETTURA [2.34] – DI DAVIDE VARGAS

Si susseguono previsioni su come l’architettura affronterà il dopo pandemia. I temi da ridefinire sono molteplici: la residenza, la scuola, gli spazi pubblici, i trasporti, i luoghi di socializzazione. E su tutti, la natura. E ognuno si articola in diversi sotto temi. Per la residenza ad esempio gli applausi ai medici e infermieri dai balconi, i terrazzi, le finestre hanno portato in primo piano il tema della soglia come passaggio tra interno ed esterno. La problematica dei trasporti rimanda all’idea di una città che ridistribuisca i suoi tempi di funzionamento e organizzi una rete di luoghi da raggiungere in pochi minuti a piedi. La natura che si è riappropriata per un breve tempo degli spazi lasciati liberi dalle automobili impone la definizione di una nuova etica del progetto che coinvolge tutti gli aspetti della vivibilità. Ma si capisce che non è tutto, ho la sensazione che alla lettura delle problematiche non corrispondono previsioni progettuali forti e complessive. Probabilmente non siamo ancora pronti a mettere in campo grandi idee per disegnare uno scenario futuro. Pierluigi Nicolin in “Architettura in quarantena” SKIRA 2020 assume l’immagine della preghiera solitaria di Papa Francesco in una piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia come simbolo di un sovvertimento epocale. Occorrerebbe un pensiero progettuale di pari carica eversiva.

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