Caro Luigi (02) By Vincenzo Ariu

Caro Luigi,
da tempo le scuole di architettura hanno rinunciato all’insegnamento della progettazione. L’incompatibilità tra insegnamento e libera professione, le difficoltà di gestione di uno studio e le commesse sempre più specialistiche stanno tracciando un solco invalicabile tra università e mestiere. Condizione oramai accettata anche dai docenti di progettazione, sino a pochi anni fa gli unici ad opporsi a tale cambiamento, che, forse memori dei fasti dell’architettura disegnata (anomalia tutta italiana), hanno inventato una nuova modalità del fare ricerca codificando un vero e proprio genere letterario. La dimostrazione più evidente è data dai giudizi esilaranti delle Abilitazioni Scientifiche Nazionali che, se applicate a ritroso, avrebbero stroncato sul nascere molte carriere accademiche di molti maestri dell’architettura italiana:
“Il candidato si diploma in disegno architettonico, non possiede la laurea. A fasi alterne è docente non strutturato in diversi laboratori integrati di progettazione allo IUAV. Le pubblicazioni presentate sono essenzialmente recensioni di progetti di allestimenti di ottima qualità che delineano una figura professionale di sicuro interesse. In particolare il candidato sembra cercare indirizzi metodologici originali di processualità del progetto, per la verità non del tutto focalizzati e trasmissibili, attraverso le esperienze raccontate di propri progetti assunti a casi esemplari. In generale il profilo del candidato vede, aldilà della ricerca sul linguaggio architettonico, un variegato ma mai del tutto approfondito e sistematico campo di ricerca, a prevalente carattere allestitivo, privo di esiti interpretativi consolidati e significative ricadute didattiche necessari. Complessivamente le esperienze del candidato Carlo Scarpa non raggiungono per originalità ed approfondimento il livello richiesto al ruolo di seconda fascia nel settore 08/D1. GIUDIZIO NEGATIVO.
Un caro saluto.
Vincenzo Ariu

In copertina: Un’indagine sulle facoltà di Architettura di Venezia e Torino. Domus 563 / ottobre 1976, vista pagine interne.

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