IL NUTRIMENTO DELL’ARCHITETTURA [2.33] – DI DAVIDE VARGAS

Nel giorno del quarantesimo anniversario del terremoto dell’Irpinia sono stati assegnati i Premi Inarch Campania. Coincidenza simbolica se si considerino le molte ferite ancora presenti sul territorio a cui non è del tutto estranea la ricostruzione architettonica.
Il premio “BRUNO ZEVI” PER LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA ARCHITETTONICA” è stato assegnato alla testata giornalistica “la Repubblica Napoli”.
Faccio una considerazione su questo premio extra disciplinare. Come recita il bando, viene assegnato a una testata giornalistica che rappresenti un esempio qualificato di promozione e diffusione presso un pubblico vasto della produzione di architettura contemporanea di qualità in Italia.

Punto centrale tra le criticità che investono la professione: nei nostri territori vituperati manca la domanda di architettura. Naturalmente stiamo parlando di architettura MODERNA e la domanda di architettura moderna si costruisce solo con la CONOSCENZA, di cui sono responsabili in primis le scuole che diffondono un codice di bellezza fermo agli archi capitelli e timpani. Nella mia terra ho visto ristoranti come il Partenone e case come una Reggia di Caserta ad uso personale. Non a caso mi riferisco ad una committenza privata [anche se non sempre quella pubblica è più illuminata] perché è lì che la distorsione diventa senso comune.

In alcuni periodi Napoli ha avuto una storia architettonica emblematica, alla ricerca di un linguaggio internazionale senza mai rinunciare alla cifra di un’individualità legata al meridione e alle sue componenti geografiche e culturali. Ecco, mi sembra che l’impegno di un giornale non specialistico rappresenti lo sforzo di tutti quanti non si rassegnano alla venatura di rimpianto che attraversa anche gli episodi architettonici più riusciti e cercano invece di costruire consapevolezza.

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