IL “BONUS ARCHITETTO” – di Christian De Iuliis

Dopo il “Bonus vacanze” e il “Bonus mobilità”, sarà inserita nel prossimo decreto finanziario, verosimilmente denominato «Elemosine», la misura a sostegno degli architetti, detta “Bonus architetto” e sarà erogata dal Ministero per gli Affari Poveri (Min. AFF.POV.) per un totale disponibile di 400 milioni di euro una tantum a sollecitare l’intervento di un architetto per il ridisegno di spazi interni o esterni di proprietà privata.

Come funzionerà.
Il giorno indicato come “click day”, chi ha intenzione di affidarsi alla consulenza di un architetto potrà collegarsi al sito del Ministero degli Affari Poveri (www.minaffpov.gov.it) registrarsi e generare un incentivo al credito indicando il luogo e le coordinate catastali del sito ove ha intenzione di usufruire del servizio, nonché ovviamente il nominativo dell’architetto prescelto. Il portale genererà un bonus da consegnare all’architetto al quale arriverà il rimborso direttamente sul conto corrente bancario al momento del rilascio della fattura che dovrà essere trasmessa in forma elettronica. I bonus saranno emessi secondo l’ordine temporale di arrivo delle ricevute fino all’esaurimento delle risorse e resteranno disponibili fino al 31 Dicembre 2021, sempre che ci arriviamo.

Cosa copre il bonus.
Il “Bonus architetto” copre il 75% dell’onorario dell’architetto, spese escluse, fino ad un massimo di 5000 euro e verrà erogato a tutti a prescindere dai parametri di reddito e dal luogo di residenza sia dei richiedenti che dei beneficiari. Non sono assentibili casi di sussidiarietà solidale, ovvero: un architetto non può rivolgersi ad un altro architetto.

Cosa ottenere con il “Bonus architetto”.
Il “Bonus architetto” potrà essere usato solo una volta e varrà anche retroattivamente per prestazioni erogate dal 1° Gennaio del 2020, in tale caso il richiedente potrà chiedere il rimborso sul proprio conto corrente trasmettendo regolare fattura fiscale. Si potranno ottenere tutte le attività ricadenti nella tipologia “architettura”: dalla progettazione alla consulenza tecnica, dal sollecito e/o integrazione pratiche presso uffici pubblici fino alla direzione dei lavori. Sono esclusi i consigli orali, sia di persona che telefonici.

Cosa deve fare l’architetto.
Innanzitutto far sapere al potenziale cliente che aderisce all’iniziativa. Quindi farsi trovare in regola con i pagamenti contributivi e tenere il telefono libero. Infine pregare.

Perché il “Bonus Architetto”.
In un momento così difficile dal punto di vista economico per la categoria degli architetti a partita iva che in Italia sono attualmente circa 150000 la maggior parte dei quali in bilico sulla soglia dell’indigenza economica e a rischio di chiusura dell’attività, il ministero degli Affari Poveri ha deciso di scommettere tutto sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare e ambientale del paese, nel tentativo di frenarne l’estinzione. Il cittadino deve considerare che l’intervento di un architetto provvede sempre a migliorare la qualità dello spazio, ottimizzandolo sia dal punto di vista funzionale che estetico e innescando, di conseguenza, anche benefici di ordine psicologico. Inoltre l’architetto tende a promuovere l’uso di energie alternative contribuendo al contenimento energetico dell’immobile. Il provvedimento, infine, punta anche a disincentivare il ricorso ai geometri, agli ingegneri edili che si fingono architetti e ai parenti che sanno tutto e danno cattivi consigli.

Verifiche e sanzioni.
Il ministero degli Affari Poveri esamina e valuta le istanze pervenute e controlla la corretta esecuzione delle prestazioni indicate. Nell’ipotesi di eventuali impieghi non conformi, ovvero in violazione delle norme di legge, il Ministero potrà annullare il bonus. In caso di contributo già erogato, l’architetto dovrà rimborsarlo con una penale del 300%, inoltre subirà la sospensione dall’esercizio della professione per un periodo variabile dai 6 mesi ai 2 anni e l’amputazione di una mano a scelta.

 

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