“Handmade in Italy” – recensione di Mario Pisani

Sicuramente ambizioso l’obiettivo che si propone Claudio Gambardella. L’autore del volume, ampio e documentato, marca il punto sulla situazione nell’area del Design. Non solo in Campania, dove è docente nell’Università Luigi Vanvitelli e opera il MUSA, Museo Universitario delle Scienze e delle Arti, ma in Italia. Consiste nell’aggiungere la quinta “A” alle altre quattro del Made in Italy. L’Artidesign, riprendendo il titolo del noto volume di Filippo Alison e Renato De Fusco (1991), per realizzare  una produzione sinergica di design e artigianato, capace di superare il ruolo subalterno e romantico finora svolto. Grazie alle tecnologie più innovative e alla produzione digitale e rientrare a pieno titolo nel “fatto e pensato in Italia”.

E lo fa attraverso una serie di saggi e la collaborazione di personaggi illustri. Ad iniziare da tre interviste dedicate ad Aldo Masullo, Giorgio Battistelli e Lia Rumma. Il noto filosofo rammenta che l’espressione made indica in quale paese è stato prodotto quel manufatto. Con il made in Italy si aggiunge che lo stile del prodotto possiede un quid in più: il senso italiano per la vita e l’arte, enfatizzando i pregi dell’oggetto rappresentati dal gusto di un popolo che si è raffinato attraverso i secoli. E ha prodotto una cultura della vita misurata, priva di  retorica o di frivolezze. La liberta invece si esprime con la leggerezza della fantasia. La stessa manifestata nell’artigianato, inteso come qualità del fare, il “fare bene” le cose, grazie a quella che Battistelli, l’autore di Experimentum Mundi, definisce la pazienza della mano. Quella stessa mano che ha contraddistinto l’artigianato italiano dal secondo dopoguerra, aprendo la via alla ricostruzione e alla ripresa economica e sociale. Anni in cui si è sviluppata la cooperazione tra specialisti del “saper creare” e specialisti del “saper fare”. Un mix che ha costituito l’ossatura della nascita e dello sviluppo del design italiano. Un dialogo produttivo tra diverse esperienze, scambi di conoscenze, circolazione di idee, risoluzione di problemi.

Ora «la perdita delle maestrie ed eccellenze dell’artigianato […]», scrive Marco Vitale, «[…] rappresenta un impoverimento generale per il Paese, per tanti suoi territori, per il concetto stesso del Made in Italy, impoverimento sia di sostanza che di identità che di comunicazione. Infatti le eccellenze e maestrie artigiane creano valore ai territori in cui sono presenti e rappresentano una indispensabile testimonianza di qualità e di eccellenza del saper fare italiano che influenza positivamente l’intero vissuto del Made in Italy».

Insomma si può e deve ripartire da qui per ricominciare a tessere la tela.

Mario Pisani

 

In copertina: Claudio Gambardella, Handmade in Italy, Prefazione Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Altralinea Edizioni Firenze 2020, pp. 216, con numerose illustrazioni a colori €36,00.

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