Antifragile – di Marco Ermentini

Il Pantheon è l’esempio più chiaro di come un edificio simbolo dell’architettura occidentale si adatti benissimo da due millenni a tanti usi differenti, a tante vicissitudini. Il bello è che queste vicende lo rendono migliore: una vera antifragilità.

Fragile è ciò che risente degli stress e che quindi deve essere maneggiato con cura. Robusto è ciò che resiste, almeno fino ad un certo punto, alle sollecitazioni, ma che non sa modificarsi di fronte ad esse. Resiliente è ciò che affronta e supera gli eventi traumatici adattandosi al nuovo contesto. Antifragile va al di là della resilienza e della robustezza, l’antifragile migliora. Questa qualità messa in luce dal geniale Nassim Taleb è alla base di ciò che muta nel tempo: l’evoluzione, la cultura, le idee, le buone ricette, lo sviluppo della città e pesino la nostra vita su questo pianeta. In architettura l’esempio più evidente di antifragilità è il network di volontari VAN, fondato da  Shigeru Ban. Molti sono gli esempi recenti e in questi tempi di pandemia  è giunto il momento di aggiungere ai concetti chiave dell’architettura l’antifragilità.  E’ una conquista del pensiero che dischiude orizzonti inaspettati. Ma c’è di più, forse l’antifragile, questa specie di darwinismo del XXI secolo, potrebbe cambiare in meglio le nostre vite.

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